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MONTEPAONE (CZ) – APRE CENTRO RECUPERO ANIMALI MARINI


Autorizzato all’attività di soccorso, recupero e riabilitazione delle tartarughe e degli altri animali marini rinvenuti in difficoltà

Articolo e foto di Gianni ROMANO (Il Quotidiano del Sud)

MONTEPAONE (CZ) –  15 GENNAIO 2017 –  I maggiori esperti Regionali e Nazionali nel settore degli spiaggiamenti degli animali marini hanno di recente scelto il Comune di Montepaone per ubicarvi un centro altamente specializzato in cui sviluppare le proprie attività.

Già attivo dal giorno di Natale,  il  Centro di soccorso e recupero Tartarughe e altri Animali Marini “M.A.R.E. Calabria (Marine Animal Rescue Effort Calabria)” è stato immediatamente impegnato in numerosi interventi che si sono verificati durante le festività.

Il Centro di Recupero è autorizzato all’attività di soccorso, recupero e riabilitazione delle tartarughe e degli altri animali marini rinvenuti in difficoltà. Il personale del Centro interviene negli eventi di spiaggiamento  adottando tutte le prescrizioni del DCA n. 130 del 1 dicembre 2016 e delle Linee Guida Ministeriali per le specie marine protette.

Il Centro Recupero è ubicato presso il Museo della Pesca e del Mare, nato dalla riqualificazione di un immobile storico appartenente al Comune di Montepaone realizzata con l’utilizzo di fondi comunitari afferenti PO Calabria FEP 2007/2013.

Attualmente il Centro non è ancora aperto al pubblico e vi opera solo il personale specializzato che si occupa di prestare soccorsi e cure agli animali marini; l’apertura al pubblico, comprese le scuole, è prevista per il prossimo mese di Aprile, in concomitanza con l’inaugurazione del   Museo.  

Per   il   sindaco   Mario   Migliarese,   che   non   nasconde   un   certo   orgoglio   per   l’ottima iniziativa realizzata dalla sua amministrazione, l’evento è “Un’occasione importante per il Comune,che   sarà   parte   attiva   nel   garantire   lo   sviluppo   del   Centro,   per   svolgere,   attraverso   l’opera   di professionisti altamente competenti, azioni di tutela del benessere delle specie marine protette e di sviluppo della ricerca sull’ambiente marino”.

“Allo stesso tempo” – prosegue l’assessore al turismo Francesco Lucia – “questa struttura di eccellenza agirà come una particolare lente di ingrandimento per una località turistica come la nostra, diventata improvvisamente oggetto di interesse di diverse Università italiane impegnate nella ricerca sul mondo marino e strettamente legate ai Biologi, tutti calabresi, che prestano la propria attività a titolo volontario nel Centro e che da circa 10 anni operano in questo settore”.

“Siamo soddisfatte” – concludono le due biologhe volontarie del centro Stefania Giglio ed Elena Madeo – “nel 2011 abbiamo contribuito a fondare una Rete Regionale Spiaggiamento con pochi eletti del Servizio Veterinario Provinciale e dell’Istituto Zooprofilattico, ci siamo battute per avere un decreto regionale per la tutela della salute e del benessere degli animali spiaggiati lungo le coste della nostra regione.

E ancora, facendo conoscere i preziosi animali marini calabresi a tutta la comunità scientifica nazionale e nello stesso tempo riuscendo anche a portare alla luce le enormi  difficoltà  che affliggono  i nostri  pescatori,  che da 10 anni ci  supportano  e collaborano attivamente con noi per permetterci il recupero di questi splendidi esemplari”.

Nella maggior parte dei casi, spiegano le biologhe, sono proprio i pescatori i primi a rinvenire gli animali spiaggiati e a permetterne in tempi brevissimi il soccorso per quelli vivi e il recupero a fini di ricerca per quelli morti avvertendo tempestivamente le autorità preposte ad intervenire.

“Ci auguriamo” – concludono le due biologhe – “che il Museo e il Centro siano da monito per tutti i professionisti   calabresi   affinché   si   possa   comprendere   che   la   perdita   di   diversità   biologica   e culturale   si   accompagna   sempre   a   trasformazioni   negative   irreversibili.  

L’esigenza   sociale   di operare nell’intento di una conciliazione tra la tutela della natura e le esigenze antropiche, che si può ottenere solo con la giusta formazione, è fondamentale per salvaguardare la vita”.

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