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MONTAURO (CZ) – Il Consiglio di Stato ribalta la sentenza del Tar. L’albergo si farà


ECOMOSTRO MONTAURO

Al via i lavori, l’albergo è fronte mare. Goletta verde aveva fatto la sua battaglia

Articolo  di Gianni ROMANO (Il Quotidiano del Sud)

MONTAURO (CZ) – 12 GENNAIO 2015 – Su questa vicenda,Goletta Verde aveva fatto uno dei suoi blitz contro i “pirati del mare” nella Calabria  jonica per chiedere lo stop alla costruzione dell’albergo di Montauro, un immobile a tre piani che si sta tentando di costruire in località Botterio-La Pergola, quasi in riva al mare.

Un’azione dimostrativa con la quale l’imbarcazione ambientalista aveva voluto testimoniare «La contrarietà al progetto avanzato per la costruzione di una inutile struttura ricettiva di tre,diceva il loro porta voce, piani a circa trenta metri dal mare e al momento sospesa in attesa della decisione del Tar che dovrà pronunciarsi sulla legittimità delle concessioni rilasciate dal Comune».

Conclusa la vicenda che aveva visto bloccato il cantiere per la costruzione di un albergo nei pressi del lungomare di Calalunga di Montauro,sequestrata l’area e promosso il ricorso al Tar Calabria che aveva dato ragione ai presentatori di questa azione, ma oggi invece, il consiglio di stato in Roma ribalta questo dispositivo bocciando su tutta la linea il dispositivo del Tar, dando invece ragione al comune di Montauro. Il consiglio di Stato sezione quarta in Roma ribalta il dispositivo del Tar Calabria  sul rilascio della concessione edilizia di un albergo a Calalunga di Montauro.

L’ufficio comunale di Montauro, secondo il consiglio di stato, ha correttemente provveduto al rilascio e al permesso a costruire attraverso una puntuale verifica dei parametri urbanistici – edilizi valutando l’inesistenza di vincoli inibitori  urbanistici o di altra natura, paesaggistica ambientale e forestale.

Il Tar Calabria dunque ha errato avendo assegnato la valenza ad un documento programmatico preliminare al Psc la quale ,fa giurisprudenza consolidata,e non può riconoscere alcuna valenza ed efficacia giuridica e dunque,  fondato il proprio convincimento su un documento atipico censurato dal consiglio di stato che ha riformato in toto la sentenza del Tar  Calabria, riconoscendo la legittimità e la correttezza dell’operato dell’amministrazione comunale di Montauro, la stessa ha dichiarato,”nessun mostro  edilizio fronte mare, quindi per come riportato su alcuni organi di stampa, questa costruzione adibita ad albergo ha le caratteristiche architettoniche di una classica villetta bifamiliare per come da tipologia diffusa.

Il comune ha affidato le proprie ragioni al legale Vincenzo Genovese rappresentato davanti al consiglio di stato,bisogna ribadire che l’amministrazione comunale negli ultimi tre lustri se pur contrastata nella sua attività amministrativa,ha sempre dimostrato dinanzi alle autorità giudiziarie amministrative e penali,la trasparenza,la correttezza e legittimità del proprio operato ad uso di un corretto sviluppo della zona marina cominciando dal lungomare di località Calalunga”.

In buona sostanza il consiglio di stato  sezione quarta con il presidente Giorgio Giaccardi,consiglieri Nicola Russo e Raffaele Potenza, estensore Leonardo Spagnoletti,  ha indicato nella sentenza il difetto di adozione del PSC,evidenziando alcuna valenza giuridica nemmeno nel senso di un generico orientamento più o meno vincolante in ordine a valutazioni connesse al rilascio di licenze a costruire, attuando la puntuale verifica  dei parametri urbanistico –edilizi.

In altri termini,continua la sentenza,il Tar Calabria non avrebbe potuto ne assegnare a quelle indicazioni il valore di parametro cui rapportare l’esercizio concreto del potere amministrativo e tantomeno risulta documentata alcuna invasione della particella a confine,non hanno maggior pregio i rilievi con i quali si contesta la sussistenza del limite minimo di distanza dei confini dal ciglio stradale, pertanto si accoglie l’appello del comune di Montauro e per effetto, in riforma della sentenza del Tar Calabria,sede di Catanzaro sez. I° rigetta il ricorso proposto in primo grado”.

Si conclude questa vicenda che permetterà ora,ai proprietari dell’area in oggetto di portare a termine questo albergo che  sarà di sicuro un punto di riferimento per il turismo calabrese.

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