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MONTAURO (CZ) – “DADADA” VINCE ANCHE AL CONSIGLIO DI STATO


Emersa necessità che il suddetto stabilimento balneare continui la propria attività senza ulteriori indugi

di REDAZIONE

MONTAURO (CZ) – 27 MARZO 2018 –  E’ appena stata scritta una nuova positiva pagina nella travagliata vicenda giudiziaria riguardante lo stabilimento balneare Dadada, sito sul nuovo lungomare di Montauro (località Calalunga, Costa dei Saraceni).

Dopo il Tribunale della Libertà di Catanzaro e la Suprema Corte di Cassazione, anche il Consiglio di Stato, infatti, riunitosi in Camera di Consiglio lo scorso giovedì 22 marzo (Sezione Quinta, Presidente Francesco Caringella) e dandone immediata ordinanza, si è espresso positivamente circa la necessità che il suddetto stabilimento balneare continui la propria attività senza ulteriori indugi.

“Considerato che l’esecuzione del provvedimento di rimozione impugnato in primo grado è evidentemente idonea ad arrecare all’appellante un pregiudizio di eccezionale gravità – si legge nell’ordinanza – Considerato che appare ad un primo esame fondato il motivo con cui si è rilevato che, nel momento in cui è stato adottato il provvedimento di rimozione impugnato in primo grado, non fosse neppure decorso il termine triennale per il completamento del manufatto, per come previsto dal titolo edilizio; […] PQM il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (sezione Quinta) accoglie l’istanza cautelare e, per l’effetto, sospende l’esecutività della sentenza impugnata”.

Quarta vittoria consecutiva, dunque, per lo stabilimento balneare Dadada ed il suo titolare Roberto Talarico, difeso dagli avvocati Giuseppe Pitaro ed Antonio Ludovico, vittoria che mette un punto ad una questione annosa.

La vicenda, difatti, va avanti dall’aprile 2016, quando il Comune di Montauro emise un’ordinanza di rimozione dei lidi, chiedendo immediatamente di “smontare” i lidi e “rimontarli” con inizio della stagione balneare dopo solo tre giorni,richiesta quanto mai surreale in quanto la stagione stessa era già alle porte ed ancora più surreale per il Dadada che, ai tempi, era un manufatto ancora in costruzione.

La tribolata vicenda che ha subito il Dadada dapprima con due sequestri poi con il tribunale della libertà poi in Cassazione (ottobre 2016) e da ultimo lo scorso settembre, quando il Tribunale della Libertà di Catanzaro rigettò per la seconda volta il ricorso della Procura della Repubblica per insussistenza del quadro accusatorio- ha sempre dato ragione all’imprenditore Roberto Talarico, in possesso di tutte le autorizzazioni richieste dall’ordinamento giuridico per realizzare lo stabilimento balneare. 

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