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MIRACOLI DELLA NATURA, UN’OCA LOMBARDELLA NELL’OASI DELL’ANGITOLA


Riceviamo e pubblichiamo:

PRESERRE (VV) –  4 FEBBRAIO 2021 –  Esattamente cinquant’anni fa, il 2 febbraio del 1971 veniva firmata a Ramsar, una località iraniana sul Mar Caspio, la Convenzione sulle zone umide di importanza internazionale, nota appunto come “Convenzione di Ramsar”.

Scopo della Convenzione era quello di individuare, catalogare e proteggere tutti quei particolari ecosistemi acquatici, le cosiddette zone umide (quali paludi, laghi, stagni, acquitrini, anche bacini artificiali ecc.) che rivestono una fondamentale importanza per la sopravvivenza soprattutto degli uccelli acquatici, oltre a svolgere un ruolo insostituibile per la vita di numerosi altri gruppi animali, dai pesci agli anfibi, ai rettili, a numerosi ordini di insetti, solo per citarne alcuni.

Si trattò allora di una svolta epocale nella storia della conservazione della biodiversità a livello globale in quanto per la prima volta venne sancito il valore di ambienti che avevano subìto forse più di ogni altro l’impatto delle attività umane (si pensi ad esempio alle bonifiche) riducendosi in maniera impressionante nel corso dei secoli, compromettendo così il futuro di tantissime specie animali e vegetali ad essi legati: solo in Italia infatti è andato perduto il 64% delle zone umide.

La Convenzione di Ramsar venne ratificata in Italia con il DPR n. 448 del 13 marzo 1976 (poi con il DPR n.184 dell’11 febbraio 1987) e da allora le zone umide tutelate in tutta Italia sono diventate 53, per un totale di oltre 62.000 ettari. In Calabria l’unica zona umida “Ramsar” è il bacino dell’Angitola, tra i comuni di Maierato e Monterosso Calabro, per un totale di 875 ettari.

L’inclusione del lago Angitola fu resa possibile grazie agli studi ornitologici prodotti dal Wwf locale, a partire dai primissimi anni ’80 e che portarono all’emanazione del D.M. 30 settembre 1985.

Oltre ad essere già dichiarata oasi di protezione della fauna, l’oasi dell’Angitola, in quanto “zona Ramsar” gode della tutela assicurata ai beni ambientali dal Codice dei beni culturali e del paesaggio del 2004 (ex Legge Galasso), senza dimenticare che il suo territorio fa parte della rete “Natura 2000” in base alla “Direttiva Habitat” 92/43 CEE come Zona Speciale di Conservazione, nonché del Parco Regionale delle Serre.

Da circa quarant’anni il Wwf ha sempre dedicato alla tutela dell’oasi dell’Angitola le sue attenzioni e il suo costante impegno, pur in un contesto non certo facile e, specie nei primi tempi, pieno di ostacoli e di rischi.

Ciononostante, non sono mancati (tutt’altro) i momenti di soddisfazione e le manifestazioni di affetto nei confronti dell’oasi e dei suoi abitanti alati, testimoniati dalle migliaia di giovani che hanno visitato l’oasi, accrescendo la loro cultura naturalistica in un contesto di bellezza e di armonia con la natura.

Il cinquantenario della Convenzione di Ramsar ha portato come “regalo” per gli appassionati e gli studiosi, l’arrivo a gennaio di un esemplare di oca lombardella (Anser albifrons).

Si tratta della terza osservazione della specie in Calabria, a distanza di circa quarant’anni dalle prime due (abbattute nella piana di Sibari), a riprova del fatto che la natura dell’Angitola riserva sempre delle piacevoli sorprese a chi le si avvicina solo per ammirarla e lasciarla vivere.

(Settore conservazione Wwf Vibo Valentia-Vallata dello Stilaro)

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