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MIGRANTE UCCISO, C’È UN INDAGATO


Non risulterebbe movente xenofobia o cosche, disposta autopsia

di REDAZIONE

SAN CALOGERO (VV) – 6 GIUGNO 2018  – Svolta nelle indagini sull’omicidio di Soumayla Sacko, il 29enne del Mali ucciso a colpi di fucile sabato sera a San Calogero.

Un uomo di circa 40 anni, italiano, che abita a San Calogero è indagato per il delitto. I carabinieri della Compagnia di Tropea e della Stazione di San Calogero gli hanno notificato un “avviso della persona indagata” e contestuale “notifica di accertamenti tecnici non ripetibili” emesso dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia.

Sulla sua identità viene mantenuto uno stretto riserbo. Da fonti vicine alle indagini si è appreso solo che allo stato non risulta un movente xenofobo o legato alla ‘ndrangheta.

Ieri c’è stato il conferimento dell’incarico per l’autopsia sul corpo di Soumayla affidato al medico legale Katiuscia Bisogna. E proprio per consentire all’indagato di nominare propri periti è stato emesso l’avviso.

L’uomo, secondo quanto si è appreso, dovrebbe essere sottoposto allo stub, l’esame per accertare la presenza di residui da sparo su mani e vestiti.

E’ il nipote di uno dei soci della società proprietaria della ex fornace in cui è avvenuto il delitto, l’uomo indagato per l’omicidio di Soumayla Sacko. Si tratta di un italiano di 43 anni.

All’indagato, assistito dall’avv. Franco Muzzopappa, gli investigatori sono risaliti già nell’immediatezza del fatto. All’uomo sono stati sequestrati l’auto Fiat Panda bianca ed i vestiti e sarebbe anche già stato sottoposto alla prova dello stub i cui risultati saranno noti agli inquirenti nei prossimi giorni.

Allo stato non risulta un movente xenofobo o legato alla ‘ndrangheta. E’ quanto si è appreso da fonti vicine alle indagini.

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