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MEGA PIANTAGIONE CANAPA INDIANA SCOPERTA A TIRIOLO


Circa 300 piante, di altezza media di 2 metri circa, venivano coltivate tramite un semplice ma ingegnoso sistema di irrigazione che prelevala l’acqua da un vicino torrente

di REDAZIONE 

TIRIOLO (CZ) –  7 LUGLIO 2018 –  E’ stata un’azione congiunta di varie componenti dell’Arma dei Carabinieri a consentire, ieri, il rinvenimento di una vasta piantagione di canapa indiana in località Arieste del Comune di Tiriolo, in provincia di Catanzaro.

Nel corso delle consuete attività di ricognizione aerea, i Carabinieri dell’ottavo Nucleo Elicotteri di Vibo Valentia, avevano notato una porzione di territorio sospetta, nei pressi di un burrone a strapiombo, in area demaniale del Comune di Tiriolo.

A seguito della segnalazione dei colleghi, i carabinieri della Stazione di Tiriolo hanno avviato un’intensa e serrata attività di ricerca che ha consentito il ritrovamento di una vera e propria piantagione di marijauna ove circa 300 piante, di altezza media di 2 metri circa, venivano coltivate tramite un semplice ma ingegnoso sistema di irrigazione che prelevala l’acqua da un vicino torrente.

Nell’attività determinante è stato il contributo dei militari dello Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori di Calabria, reparto d’élite dell’Arma, specializzato nella conduzione di attività di perlustrazione nelle aree impervie della regione, inaccessibili ai più, i quali sono riusciti a trovare quanto segnalato, superando le difficoltà rappresentate dall’elevata pendenza dell’area di ricerca e dalla presenza di una fittissima vegetazione che nascondeva la piantagione.

Nell’ottica della prevenzione e della repressione del fenomeno di coltivazione abusiva di marjuana nella stagione estiva e della successiva attività di spaccio, i militari hanno provveduto all’estirpazione di tutte le piante, una parte delle quali è stata posta sotto sequestro, la rimanente parte, distrutta sul posto. Il tutto ha consentito di sottrarre alla piazza di spaccio sostanza stupefacente che, al dettaglio, avrebbe consentito guadagni per oltre 80 mila euro.

Gli accertamenti proseguiranno al fine di acquisire elementi che consentano di poter attribuire l’attività di coltivazione a soggetti identificati.

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