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MEDICINA A COSENZA, EQUITÀ TERRITORIALE: «NO AI CAPRICCI CAMPANILISTICI»


Riceviamo e pubblichiamo:

PRESERRE (CZ) – 8 FEBBRAIO 2021 – «Il Movimento Equità territoriale esprime il suo disappunto per la Delibera dalla Giunta Regionale calabrese che approva un Corso di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia – Tecnologie Digitali, che si configura non già come un Master post laurea ma come il tentativo di duplicare la Facoltà di Medicina ad Arcavacata.

Nel merito riteniamo che la Giunta non possa assumere tale determinazione perché non rientra nelle pratiche di  “ordinaria amministrazione” come dovrebbe essere per una assise retta da un Presidente facente funzioni, anche perché questa decisione rischia di creare una “straordinaria” divisione sociale tra Province.

Come Movimento non possiamo non notare l’assordante silenzio della politica locale che non riesce a interpretare il disegno divisionista e l’intento di sminuire il ruolo del Capoluogo di Regione in un momento storico alquanto delicato in cui i componenti del Consiglio Comunale sembrano asserviti alle decisioni regionali.

Discutibile appare inoltre l’approvazione del Master post universitario da parte del Rettore dell’Università Magna Grecia, il quale avrebbe potuto istituire tale Corso di Laurea presso l’Università di Catanzaro, in cui avrebbe avuto un senso e un prestigio diverso e avrebbe rappresentato una valida continuità didattica.

A questo punto si amplia la distanza tra il Professor De Sarro e la Città di Catanzaro, non solo in quanto incapace o impossibilitato a difendere l’Università di cui è Rettore, ma anche per aver impedito di aprire un reparto per l’Emergenza Covid nel complesso dell’Ateneo, decisione che compendia la continua, ostinata negazione di attivare il Pronto soccorso.

Il Movimento Equità territoriale ritiene che alcune importanti decisioni debbano essere frutto non di capricci campanilistici, ma di un’attenta programmazione che coinvolga Enti e Istituzioni, in maniera tale che il già fragile tessuto sociale della Calabria, frammentato da centinaia di pretese territoriali, non sia ulteriormente parcellizzato.

Auspichiamo pertanto che inizi un percorso politico culturale che esalti le eccellenze della nostra terra, presenti in tutte le Province e in piccole realtà locali, a cui tutti i corregionali si possano rivolgere evitando il continuo stillicidio della migrazione dei giovani, dei cervelli e la migrazione sanitaria.

Il futuro della Calabria non può essere il frutto di decisioni clientelari ma soprattutto di una politica miope e poco rispettosa delle esigenze di sviluppo della nostra Terra. Queste scelte vanno concordate con le Istituzioni tutte, ma soprattutto con tutti i calabresi, che vivono sulla loro pelle il continuo impoverimento del tessuto sociale.

La nostra è una Regione da cui i giovani ormai fuggono perché non offre possibilità lavorative qualificanti, una terra da cui gli ammalati sono costretti ad emigrare, perché anche i pochi poli di eccellenza rischiano di chiudere, come il  Sant’Anna Hospital, per la incompetenza  della classe politica.

Questa ottusa decisione della Giunta regionale va contestata, per il bene dell’intera Calabria. Dobbiamo decidere da che parte stare, ma soprattutto capire che le sorti di questa terra sono nelle nostre mani, nella capacità che avremo di contrastare una politica divisionista e campanilistica, e di costruire una narrazione diversa».

Movimento EQUITÀ TERRITORIALE

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