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MARCIA DIOCESANA DELLA PACE, DA AMARONI IL MESSAGGIO DI “UN NUOVO INIZIO”


Domenica scorsa nella cittadina famosa per il nettare delle api in tanti a pregare  e riflettere per una politica al servizio della gente

di Franco POLITO

AMARONI – 30 GENNAIO 2019 – Amaroni e il suo miele mettono d’accordo tutti  e lanciano “un nuovo inizio”.

Chiesa, religiosi, amministratori, sindaci, associazioni, forze dell’ordine e società civile insieme alla Marcia Diocesana  della Pace tra le vie della Cittadina famosa (anche) per il dolce nettare che produce. Insieme per pregare e discutere su “La buona politica è al servizio della Pace”, il tema scelto da Papa Francesco per il “cammino” di quest’anno.

La Marcia, presieduta da monsignor Vincenzo Bertolone, Arcivescovo di Catanzaro  – Squillace, sabato scorso,   contribuisce a rafforzare il collante tra chi amministra e chi è amministrato. L’uno non può stare senza l’altro. I due mondi si intersecano inevitabilmente per un solo, insopprimibile obiettivo: la politica, quella vera, deve essere al servizio della gente. Mai il contrario.  Guai se fosse così.

Promossa dalla Commissione Giustizia Pace e Salvaguardia del Creato. presieduta da Claudio Venditti, in collaborazione con la parrocchia di Amaroni, retta da don Antonio Scicchitano, e con il Comune di Amaroni, dove è sindaco Luigi Ruggiero e vicesindaco Teresa Lagrotteria, la Marcia colpisce nel segno.

Merito anche di Amaroni e degli amaronesi, popolo che accoglie tutti “come si deve”. E “come si deve” gli amministratori locali  accolgono tutti.

Stare bene in un posto significa viverlo fino in fondo.  Chi va via dopo la manifestazione, infatti, lo fa con un convincimento in più: la politica è servizio per le comunità e deve agire, ispirandosi ai precetti del Vangelo, solo per l’interesse superiore dei cittadini.

L’idea viene più volte ribadita e scandita durante il corteo snodatosi tra Piazza del Popolo (guarda caso dove sorge il monumento ai Caduti)  e la chiesa matrice di Santa Barbara (guarda caso patrona di Amaroni e dei vigili del fuoco), passando per i momenti di riflessione all’anfiteatro “Nicolas Green”, alla “Madonnina”, e a Palazzo Canale (sede del municipio).

Machiavelli sosteneva che il principe ideale dovesse avere la forza del leone e l’astuzia del leone. La Marcia della Pace Diocesana di Amaroni va oltre inserendo nelle prerogative del politico (ideale) la “dolcezza”. Come quella del miele che qui finemente si produce e identifica l’unità di un popolo.

“Dolcezza” in linguaggio, solidarietà, accoglienza, pazienza, lungimiranza, disponibilità.  La Marcia vive e respira di questi sentimenti. Ci sono Arturo Bova, presidente della Commissione Regionale contro la ‘Ndrangheta, il già deputato Mario Tassone, l’ex prefetto di Catanzaro Antonio Reppucci e il capitano della Compagnia Carabinieri di Girifalco Felice Bucalo,  Maria Antonietta Sacco, vicepresidente nazionale di Avviso Pubblico.

E poi i sindaci: da Torre Melissa è arrivato Gino Murgi, famoso per avere accolto assieme ai suoi cittadini, nei giorni scorsi, diversi disperati del mare; tra gli altri anche Elisabeth Sacco (Borgia); Pietraontonio Cristofaro (Girifalco); Mario Migliarese (Montepaone); Alfonso Mercurio (Stalettì); Mario Barbieri (Torre di Ruggiero); Salvatore Megna (Vallefiorita).

E poi lo stendardo della Regione Calabria, rappresentanti dell’amministrazione comunale di Magisano e Soverato, Infine la gente comune, tanta, a chiedere che “La buona politica” sia “al servizio della Pace”. Un pensiero tutto racchiuso nello striscione (in testa al corteo) del Centro Calabrese di Solidarietà con su scritto: “Beato il politico che non ha paura”.

Perché la “dolcezza” di prima comprende anche il coraggio. E di questi tempi non è cosa da poco. 

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