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L’ORIGANO SELVATICO DELLA CALABRIA, IL PIÙ RICERCATO TRA 50 TIPOLOGIE ESISTENTI


Ha un profumo ed un aroma molto intensi e cresce spontaneamente lungo la costa, in zone di mare ed in luoghi aridi e soleggiati

Fonte: Maria LOMBARDO (viviamolacalabria.blogspot.com)

PRESERRE (CZ) –  27 LUGLIO 2020 –  Spezia per eccellenza.

In Calabria l’origano selvatico (Origanum Vulgare) è il più diffuso.

Ha un profumo ed un aroma molto intensi e cresce spontaneamente lungo la costa, in zone di mare ed in luoghi aridi e soleggiati.

La raccolta dell’origano è per i calabresi una vera tradizione: si raccoglie a fine giugno, anzi si dovrebbe fare il 24, giorno di San Giovanni Battista.

Una volta raccolto, viene pulito dalle erbacce, diviso in mazzetti e fatto essiccare a testa in giù al chiuso, al riparo dal sole va essiccato a testa in giù in un luogo asciutto e al riparo dal sole e conservato in buste di carta.

È possibile conservarlo per più anni chiuso in sacchetti di carta, oppure in vasetti di vetro sbriciolando i fili di origano, foglie e fiori compresi!

La cucina calabrese fa un largo uso di origano, per insaporire tantissimi piatti sia di carne che di pesce. Che sapore avrebbe l’insalata di pomodori e cipolla di Tropea senza l’origano? E che dire di sua maestà, il Morzello di Catanzaro?

E delle olive nere infornate? E delle fette di pane casareccio con olio d’oliva, peperoncino ed origano? La parola origano deriva dal greco “oros”, che significa montagna e “ganos” che significa splendore.

Il suo significato, “splendore della montagna”, è stato attribuito alla pianta per la grazia e l’abbondanza dei suoi capolini durante il periodo della fioritura.

A differenza di tutte le altre piante aromatiche l’origano è la sola a raggiungere il massimo della sua fragranza solo dopo l’essiccamento. Abbondantemente usato nell’aromaterapia, i suoi infusi sono un ottimo rimedio contro la tosse e i disturbi di digestione.

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