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“L’OLIVETO DELLE MONACHE”, A REGGI CALABRIA NUNZIO PRIMAVERA RACCONTA LA MODERNITA’ DELLE DONNE A GUIDA DELLE IMPRESE AGRICOLE


Domani presentazione alle ore alle 18,30 allo Spazio Open in via Filippini 23

di REDAZIONE

REGGIO CALABRIA –  26 SETTEMBRE 2021 –  “L’oliveto delle monache” di Nunzio Primavera, edito da Pendragon, sarà presentato lunedì 27 settembre alle ore alle 18,30 allo Spazio Open in via Filippini 23 a Reggio Calabria. L’evento è promosso dalla Coldiretti di Reggio Calabria e da Donne Impresa Coldiretti. L’autore sarà intervistato dalla giornalista Anna Foti.

Nunzio Primavera, per oltre 40 anni redattore nelle principali testate economiche e agroalimentari, è autore di saggi sulla storia della Coldiretti e sulla riforma agraria e biografo del fondatore Paolo Bonomi, a Reggio Calabria ha iniziato la sua formazione giornalistica negli anni ’70 collaborando alla Gazzetta del Sud quando a capo della redazione reggina era Aldo Sgroj e al Corriere di Reggio di Gino Aliquò.

 Nel suo romanzo d’esordio racconta una storia di emancipazione femminile e più in generale dà voce all’imprenditoria rosa che mostra di avere una marcia in più anche in agricoltura.

Le donne – lascia intendere l’autore – sanno che per far crescere un’attività bisogna mettersi insieme e puntare su chi è davvero competente: le monache del romanzo e le ragazze che collaborano con loro si affidano alla consulenza della Coldiretti per valorizzare l’antico oliveto e farne un’azienda agricola nella quale produrre ottimo olio e prodotti officinali.

Gli effetti della legge di orientamento che ha rivoluzionato l’agricoltura italiana, la straordinaria ambientazione tra il mare dello Stretto, i monti Peloritani e l’Aspromonte, ma anche la contrapposizione tra la lungimiranza delle imprenditrici e la grettezza della mafia, sono alcuni dei piani di lettura dell’avvincente romanzo firmato da Nunzio Primavera, profondo conoscitore dell’Italia contadina e grande appassionato della Sicilia e della Calabria.

Nunzio Primavera, vive tra Roma, Siracusa e Reggio Calabria.

Giornalista professionista, con L’oliveto delle monache (Pendragon, 2021) è all’esordio nella narrativa. Ha pubblicato La gente dei campi e il sogno di Bonomi (Laurana, 2018) sugli anni della fondazione della Coldiretti (giunto alla 4^ edizione), La terra restituita ai contadini (Laurana, 2020) a 70 anni dal varo della riforma agraria e Tessere la nostra storia (Coldiretti Sicilia, 2021) una cronistoria essenziale dal 1944 al 2021 d’Italia e della Coldiretti.

Ha pubblicato, con p. Francesco Occhetta, Paolo Bonomi e il riscatto delle campagne (Elledici Velar, 2010) per i cento anni dalla nascita del fondatore di Coldiretti. Inoltre La storia cambiata, cronache fra due millenni (EPS, 2004) e Sacre & Profane. Viaggio tra cibi e fede nell’Italia delle sagre (EPS, 2008). È stato assunto in Coldiretti negli ’70 da Bonomi.

È stato redattore de Il Coltivatore, Il Coltivatore Italiano e Campagna Amica e assistente di tre presidenti nazionali della Coldiretti.

 LE STARTUP VINCENTI DELLE DONNE IMPRENDITRICI NE L’OLIVETO DELLE MONACHE DI NUNZIO PRIMAVERA

Esalta le donne come imprenditrici fuori dal comune, capaci di fare rete per raggiungere risultati importanti, ma soprattutto di esprimere la loro emancipazione femminile fuori dagli stereotipi e interpretando, con intelligenza e modernità, cultura e tradizione della loro terra. Sono questi alcuni dei temi portanti del romanzo L’Oliveto delle Monache edito da Pendragon dello scrittore Nunzio Primavera.

Una storia di donne dai toni verghiani, ambientata in un monastero di clausura che potrebbe essere ovunque in Italia. Un gruppo di monache e di ragazze, mettono in piedi autentiche startup vincenti: un’impresa nel campo della moderna olivicoltura nel rispetto della tradizione produttiva del territorio, un’efficiente rete per la produzione nella farmacia del monastero della Madonnella del Monte di medicinali officinali estraendo le essenze prodigiose delle piante del giardino dei semplici e la realizzazione dalle mani esperte delle monache di abiti da sposa e per l’infanzia.

Donne consacrate e laiche che in un momento di crisi trovano la forza di mettersi insieme per reagire cogliendo le opportunità offerte dalla multifunzionalità dell’agricoltura. Donne che con fantasia e capacità diventano imprenditrici e dopo un cammino di emancipazione sono il vero traino del cambiamento della società in cui vivono.

Il racconto ha una conclusione vincente e positiva favorita dall’alleanza, perché agendo da soli spesso si sbaglia e ci si mette nei guai, e dalla competenza, unita alla saggezza, alla quale bisogna avere l’umiltà di fare ricorso rivolgendosi a chi sa sempre cosa sia meglio fare nelle situazioni più difficili.

Il romanzo, singolare e avvincente, è dedicato all’intraprendenza rosa, vero traino del cambiamento. Un tributo alle donne delle campagne italiane, vero motore della nuova agricoltura.

Ma non mancano nel racconto, calibrato su vari registri narrativi, riferimenti al tema della legalità, all’accesso al credito per le imprese e al contrasto all’usura, all’insediamento dei giovani nell’impresa agricola attraverso le grandi opportunità offerte dalla multifunzionalità dell’agricoltura. Una storia di donne imprenditrici che dopo un cammino di emancipazione sono il vero traino del cambiamento.

Dopo il racconto della Fondazione della Coldiretti e la storia della riforma agraria, il nuovissimo romanzo di Nunzio Primavera è dedicato alle donne delle campagne italiane vero motore della nuova agricoltura.

L’autore ci regala una testimonianza preziosa e lucida attraverso un racconto in cui emergono soprattutto le donne che, grazie a spiccate capacità imprenditoriali, cercheranno di risolvere problemi in apparenza insormontabili.

E’ anche l’omaggio a chi, come tante nostre imprenditrici agricole, dedica la vita e le proprie energie al lavoro nei campi, a contatto con la natura, alla qualità dei prodotti, all’etica del lavoro, con una particolare attenzione all’ambiente che è molto attuale in Calabria proprio in questa difficile estate di incendi e di emergenza climatica. Questo romanzo offre molti spunti di riflessione che potremo approfondire durante l’incontro con l’autore.

Il monastero della Madonnella del Monte dove si svolge la storia narrata ne L’Oliveto delle Monache è l’eremo delle monache benedettine, un luogo sacro, un’isola nell’isola attorno alla quale, all’ombra degli ulivi, che offrono un nettare pregiatissimo, si dipanano le sorti di una variegata compagine di figure, agitate, com’è naturale nell’esistenza, dalle più controverse tensioni: con accenti vividi e veristi Nunzio Primavera, dalla prosa ampia e ricca, tratteggia una commedia umana solida e intensa, appassionante, raffinata, elegante, suadente.

Nunzio Primavera, L’oliveto delle monache, Pendragon 2021

Esiste un luogo in Sicilia – ma potrebbe essere ovunque in Italia –  non lontano da Messina, tra cielo, monti Peloritani e mare dove il tempo sembra non trascorrere mai e dove storia, sacralità e leggenda si uniscono in un unico grande affresco.

È qui, dove lo sguardo si stende da un lato sullo Stretto e dall’altro sul Tirreno e a Sud fino all’Etna, che ha sede il monastero della Madonnella del Monte, riparo eremitico delle monache benedettine, donne speciali la cui mitezza cela una grande modernità e non comune apertura mentale. Il suo oliveto, fonte di pregiato olio extravergine, è il fulcro di una vicenda dai toni verghiani nella quale personaggi apparentemente senza qualità si danno battaglia, chi per amore, chi per avidità e chi per puro senso di giustizia.

Un racconto di uomini, ma soprattutto di donne che tramite le proprie spiccate capacità imprenditoriali cercheranno di risolvere problemi all’apparenza insormontabili.

È una storia di donne che danno agli uomini grandi lezioni di intelligenza e lungimiranza in molti campi.Nel lavoro sanno cogliere opportunità che soltanto loro sanno intuire, anche lì dove nessuno riesce a intravedere occasioni per crescere.

Nella fede sanno essere devote senza cadere nel bigottismo, anche quelle che hanno scelto una vita di preghiera nella clausura di un monastero.

Nella famiglia sanno compiere le scelte giuste con libertà e lontano da qualsiasi retrogrado cliché. Nella società sanno raccogliere l’eredità culturale della tradizione e coniugarla con la voglia di guardare al futuro, divenendo portatrici di innovazione. In Sicilia hanno oggi compiuto un cammino di grande emancipazione, sono il vero traino del cambiamento.

La storia appassionante si dipana tra desideri contrastanti: salvaguardare un luogo unico al mondo per la sua bellezza oppure lasciarlo all’avidità di chi lo vuole utilizzare per sfruttarlo: Parallelamente si intreccianostorie d’amore abbastanza semplici e lineari, ma che rendono il carattere e la profonda timidezza del maschio siciliano che si comporta con l’insicurezza e l’immaturità di sempre di fronte all’universo femminile, verso cui resta ammirato e impacciato.

Tutto il libro è percorso da un interrogativo inquietante che l’autore lascia al lettore: può la purezza di un luogo sacro come il monastero della Madonnella del Monte trionfare sull’avidità e sul desiderio ostinato di arricchirsi?

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