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L’INITIMO CONVERSARE


La pazienza e la provvidenza in  cui confidavate vi ha salvato spesso la vita, superando pandemie che hanno generato fra voi umiltà, forza, determinazione, condivisione e infinita tranquillità

 di Rossella NASSO

PRESERRE (CZ) –  13 NOVEMBRE 2020 –  Carissima nonna, la tristezza e l’incertezza dell’ultimo periodo mi rende malinconica e molto preoccupata.

Dopo pochi mesi dalla tua morte, il mondo è minacciato da un nemico subdolo e potente nel mietere vittime.

Il suo nome, coronavirus.

 ‘Corona che?’

Hai capito, non è la corona di un rosario, ma un virus peggio della Spagnola e dell’Ebola di cui tanto mi hai parlato. Un nemico che ha messo a soqquadro il mondo, creando scompiglio a livello sanitario, economico, sociale, mietendo vittime più della guerra.

Oserei dire una vera rovina per il mondo d’oggi. Pensa, siamo stati obbligati dal governo, per nostra protezione, a isolarci, a non aver rapporti con i nostri prossimi proprio per non diffondere il virus.

Per mesi siamo stati invitati ad osservare il mondo attraverso la tv, i cellulari, i giornali, santi mezzi ma che accorciano le distanze senza aver nemmeno il tempo di educarci alla pazienza per conquistarci un pò di serenità.

Dunque la fine dell’inverno e quasi tutta la primavera chiusi in casa a riconsiderare la nostra vita fatta di abitudini, consuetudini e tradizioni …

‘E i bimbi?’

Già, i bimbi. Anche per loro le abitudini si sono capovolte, niente più scuola in presenza ma solo attraverso un computer, niente più socialità e niente giochi all’aperto.

Ognuno ha riscoperto il sapore della tavola, dello stare insieme, di non correre ma rallentare e condividere. E dopo la pausa estiva, dove tutti abbiamo rispettato un pò di regole per non contrarre il virus, arriva l’autunno che già di per sé è un periodo grigio, nostalgico, malinconico.

Il suo ingresso si fa subito pesante perché se abbiamo avuto la memoria corta dei recenti mesi trascorsi, il virus ci apre di nuovo gli occhi, tenendoci di nuovo forzatamente a casa, impedendoci ancora una volta di vivere per com’eravamo abituati.

‘Beh, può essere un bene ritornare all’essenziale no?’

In parte lo è, ma il mondo di oggi fa una gran fatica a marciare in questa direzione, non è come il tuo fatto di poche cose, ma di grandi valori, di ideali, di libertà. Oggi si polemizza e si litiga per tutto, dimenticando che il genere umano ha bisogno di fatti, amore e condivisione, e gli anziani poi … fortunatamente in Italia hanno gli stessi diritti di assistenza medica dei giovani, ma in altre parti del mondo non funziona così.

L’unica cosa triste, tristissima, del passaggio di questo virus è che se beccato si muore in silenzio, da soli, senza il conforto dei propri cari, senza presenza alcuna, solo il vuoto protagonista più della vittima stessa. Non avresti mai immaginato, vero?

 ‘Ed ora come farete?’

«Niente, aspetteremo le direttive nazionali e intanto arriverà natale, che speriamo di poter vivere con serenità, godendo ancora della vita che rappresenta e del segno che esso lascia».

‘lo spero per voi, dopo questo racconto mi hai fatto pensare che il mondo ha fatto un giro davvero strano, un giro che non riconosco di aver mai percorso, non c’è che dire, sono stata più fortunata di voi’ vero!

La pazienza e la provvidenza in  cui confidavate vi ha salvato spesso la vita, superando pandemie che hanno generato fra voi umiltà, forza, determinazione, condivisione e infinita tranquillità.

Dimenticavo, non scoraggiarti, la Provvidenza ha infinite strade, imboccarle spetta a te’.

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