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LETTURA E POLITICHE DEL LAVORO, “TERRA DI MEZZO” GUARDA LONTANO


Vallefiorita, panorama

Associazione culturale di Vallefiorita pronta a far decollare due nuovi progetti: “Fratello libro, Sorella parola” e Giovani: uno sguardo al passato e uno al futuro”

di Salvatore TAVERNITI (Gazzetta del Sud)

VALLEFIORITA (CZ) –  18 FEBBRAIO 2020 –  Due interessanti progetti vedranno prossimamente l’associazione “Terra di Mezzo” di Vallefiorita impegnata nella realizzazione di attività rispettivamente per la promozione della lettura e della cultura e contro la dispersione scolastica per la promozione di politiche per il lavoro.

Ne dà notizia il presidente del sodalizio Gianni Paone.

Entrambi i progetti coinvolgeranno associazioni, municipalità e istituzioni scolastiche del territorio.

Il primo progetto, “Fratello libro, Sorella parola”, su bando promosso dal “Centro nazionale per il libro” e dal Ministero per i beni e le attività culturali, vede Vallefiorita come comune capofila e si è classificato al primo posto in Italia tra i quelli presentati dai Comuni fino a 5000 abitanti.

Avrà la durata di dodici mesi e interesserà, oltre a Vallefiorita, anche i comuni di Squillace, Amaroni e Stalettì, attraverso il partenariato con l’Istituto comprensivo di Squillace.

L’obiettivo è quello della promozione della lettura ad alta voce: coinvolgerà insegnanti, studenti, librerie, case editrici, bibliotecari e biblioteche in workshop e laboratori. 

L’altro progetto, “Giovani: uno sguardo al passato e uno al futuro”, nell’ambito del bando promosso dall’Unione delle province italiane, durerà otto mesi e si realizzerà nei territori di Catanzaro, Vallefiorita, Amaroni, Squillace, Girifalco e Stalettì, con l’obiettivo del contrasto alla dispersione scolastica e per favorire una maggiore occupabilità dei giovani. Il progetto è stato presentato dalla Provincia di Catanzaro ottenendo l’ammissione al finanziamento per 40 mila euro.

Si colloca in un contesto territoriale ricco di risorse, ma povero di opportunità per i giovani costretti ad emigrare per trovare la loro strada.

«L’alto tasso di disoccupazione giovanile e l’abbandono degli studi in età precoce – si legge nel progetto – fenomeni che contraddistinguono da decenni il sud Italia e di contro storie positive di giovani che sono riusciti a reinventarsi con successo nella loro terra, spingono a lavorare maggiormente sulla consapevolezza dei soggetti che appartengono alla fascia d’età 13-21 anni, sulla storia del territorio da conoscere ed insegnare volgendo lo sguardo ad un futuro possibile coinvolgendo le realtà sociali, istituzionali ed imprenditoriali chiamate a collaborare per garantire una futura sostenibilità alle azioni di progetto».

Si punta, dunque, a favorire l’inclusione e il benessere degli adolescenti che vivono in contesti a rischio, caratterizzati da scarse opportunità formative e socializzanti e assenza di modelli positivi di riferimento, con attenzione aggiuntiva per i soggetti già a maggior rischio di dispersione scolastica.

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