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LETTERE A TITO: SPERIAMO CHE BENEDETTO XVI SIA L’ULTIMO PAPA-FARAONE


E’ urgente una nuova Pentecoste! Bisogna pure tenere presente che storicamente la Chiesa cattolica ha, tutto sommato, origini mediorientali e stenta a farsi veramente “cattolica” cioè universale!

di Domenico LANCIANO (www.costajonicaweb.it)

BADOLATO (CZ) – 10 GENNAIO 2023 – Caro Tito, dalle ore 09.15 sto seguendo sulla Rai (TV di Stato italiana, collegata in diretta da Piazza San Pietro in Vaticano) la lunga e solenne cerimonia d’addio a Benedetto XVI (265° papa della Chiesa cattolica). Benché fosse “papa emerito” dal febbraio 2013 (dopo le sue dimissioni), Joseph Aloisius Ratzinger (16 aprile 1927 – 31 dicembre 2022) ha avuto una cerimonia funebre comunque degna di un Pontefice, nonostante il Vaticano si sia affannato a fare distinzioni tra un Papa regnante e un Papa emerito.

La conferma avviene dalla stessa volontà di Ratzinger, il quale, pur raccomandando funerali sobri, ha espresso la volontà di occupare la tomba che fu di Papa Giovanni Paolo II (nelle grotte vaticane) la cui salma è stata trasferita in Basilica dopo essere stato proclamato santo da Papa Francesco il 27 aprile 2014 assieme a Papa Giovanni XXIII (Roncalli). Il tedesco ex Papa Ratzinger ha avuto nella sostanza un trattamento da re.

Come non pensare a Celestino V (Pietro Angelerio, detto anche Pietro da Morrone, nato molisano nel piccolo borgo di Sant’Angelo Limosano)?…  Fu il primo Papa nella Storia della Chiesa a dimettersi dopo un pontificato di appena cinque mesi (dal 5 luglio al 13 dicembre 1294).

Questo umilissimo papa-monaco ha lasciato il Vaticano per ritirarsi nell’eremo di Fumone (oggi in provincia di Frosinone) dove morì il 19 maggio 1296. Che abissale differenza tra il papa-tedesco (abbarbicato alle comodità del Vaticano) e il papa-eremita molisano (abituato alla solitudine, alla povertà penitenziale di un isolato eremo montano)! Forse la stessa differenza abissale tra la Chiesa di Ratzinger e quella di Bergoglio (attuale Papa Francesco).

1 – LA CHIESA DI RATZINGER E LA CHIESA DI BERGOGLIO               

Ratzinger è l’erede delle disquisizioni teologiche (medievali) dei Padri della Chiesa … tanto è che viene considerato già da adesso, in modo prematuro ed altisonante, un “Dottore della Chiesa”. E qualcuno Lo vorrebbe addirittura “Santo subito”. Ma è altresì erede della tradizione che potremmo definire “faraonica” o “imperiale” della Chiesa di Roma.

La “Teologia” è una sovrastruttura pericolosa per la Chiesa cattolica (così come certa politica politicante) poiché la allontana di molto, spesso stravolgendo la sostanza, dal Vangelo vissuto e attuato. Rende complicato tutto ciò che Gesù aveva reso molto molto semplice.

Quindi Benedetto XVII appartiene a quella categoria di una Chiesa non solo inutile ma fuorviante e, spesso, criminale (salvo eccezioni, ovviamente). Inutile girarci attorno. Bisogna chiamare le cose, anche storicamente, con il proprio nome! E constatare le cose come effettivamente stanno, senza ossequio!

Papa Bergoglio, al contrario, nonostante il suo retroterra teologico, ha esordito nel suo Pontificato affermando che la Chiesa deve essere addirittura “un ospedale da campo”… una specie di permanente “Emergency” alla Gino Strada. Come non darGli ragione! E’ il minimo che possa fare la “vera” Chiesa di Cristo, mentre (invece e per lo più) fa tutt’altro, purtroppo. Basta avere occhi per vedere e orecchie per ascoltare!…

 Fatta salva la Chiesa degli uomini di buona volontà, dentro la quale ho sempre inserito la “Chiesa missionaria”, che tuttavia appare minoritaria; così come nella vita civile appare ed è minoritaria la gente di buona volontà, in presenza di una rincorsa generalizzata al denaro e al potere, spesso al lusso!

Fin dal 1968, nei miei scritti (c’è qualcosa pure delle nostre “Lettere”) insisto molto sulla povertà operativa della Chiesa; ma non per motivi ideologici o teologici bensì per motivi molto pratici e quotidiani. Parto sempre dall’idea che un minuto perso nei rituali (superflui) possa essere utile per salvare vite umane. Inoltre, seguendo il Vangelo, penso che sarebbe molto meglio andare ad accudire un ammalato o una persona fragile e bisognosa piuttosto che seguire un’ora (spesso distratta) di messa domenicale o festiva.

Nel Vangelo c’è scritto che Dio-Gesù preferisce che noi lasciamo pure la nostra offerta davanti all’altare per andare a “riconciliarci” con i nostri fratelli. La Carità è la migliore riconciliazione, non ti pare?…

 Un piccolo esempio. In televisione c’è una pubblicità che evidenzia il fatto che tantissimi bambini possono essere salvati da polmonite o cecità con medicine o vaccini che a noi costerebbero appena pochi centesimi. La Chiesa potrebbe risparmiare in tante cose, a cominciare dai ricchi paramenti per la celebrazione delle liturgie.

E da decenni sto conducendo una qualche sensibilizzazione (finora inutile) riguardo la semplificazione ed essenzialità dei paramenti della Chiesa. Gesù ha mostrato di non amare il lusso. Infatti, il loro costo (ritengo piuttosto consistente) potrebbe essere dirottato verso beni e servizi in zone del mondo che non hanno niente, nemmeno le basi essenziali per vivere o sopravvivere. Stamani, quanto saranno costati tutti quegli addobbi, tutti gli indumenti da cerimonia (tonache, mitre vescovili, ecc.)???…

Capisco che ormai siamo in una società e in tempi in cui tutto fa spettacolo (televisivo), comprese le grandi e faraoniche manifestazioni ecclesiastiche in Piazza San Pietro nel Vaticano; e che tutto ciò attrae parecchio turismo.

Tuttavia si potrebbero effettuare tutti questi eventi senza lo sfarzo che siamo abituati a vedere da parecchi decenni. Mi chiedo: la Chiesa s’interroga o riflette su tutto ciò?…

Ho l’impressione che la Chiesa cattolica abbia smarrito la vera e più semplice fede evangelica e si è lasciata incrostare e persino trasformare in modo tale da essere irriconoscibile rispetto alla sua missione di carità e solo carità.

2 – L’UMILTA’ CHE MANCA OLTRE ALLA CARITA’

Caro Tito, nella Chiesa cattolica (così come in tantissime altre chiese o religioni) manca non soltanto la carità evangelica, come unica missione di Gesù Cristo, ma manca frequentemente la dovuta “umiltà”.

Lo posso affermare senza temere di essere smentito. Ed anche se stessi esprimendo soltanto la mia opinione, questa non è dovuta all’insensatezza di uno sprovveduto, ma di una persona come me che è stato dentro la Chiesa in vari modi. Ho potuto quindi conoscerLa e viverLa dal di dentro e in tante sue contraddizioni che le Gerarchie non vogliono risolvere. Pure la Chiesa ha una propria “ecologia” o “riequilibrio” da realizzare.

 Che sia guidata (come dicono Loro) dallo Spirito Santo o che sia soltanto una delle tante Opere umane, la Chiesa (così come le altre Religioni) ha davvero bisogno di un forte e profondo bagno penitenziale … quel bagno di umiltà che La farebbe apprezzare da laici agnostici come me e persino da atei assoluti.

Invece, continua imperterrita a perpetuare i suoi troppi difetti, che non sono osservazioni fatti da detrattori bensì da persone, come me, che vorrebbero una Chiesa davvero Santa o comunque veramente impegnata nella missione affidatale dal suo stesso Fondatore, quel Gesù di Nazareth che per me è un uomo come pochi avuti dalla Storia umana ma che per i cattolici è addirittura Dio e Figlio di Dio!!!…

Speriamo che lo Spirito Santo rimetta in carreggiata la sua Chiesa (un’organizzazione che in 2000 anni ne ha combinate di tutti i colori, cose molto belle e molto brutte, comprese indimenticabili persecuzioni, stragi, nefandezze).

E’ urgente una nuova Pentecoste! Bisogna pure tenere presente che storicamente la Chiesa cattolica ha, tutto sommato, origini mediorientali e stenta a farsi veramente “cattolica” cioè universale!… Un medioriente che sente le influenze persino dei Faraoni. Davanti a sé ha, quindi, un troppo lungo lavoro di redenzione, di lungimiranza e di escatologia! … Speriamo, perciò, che Benedetto XVI (Ratzinger) sia veramente l’ultimo Faraone!

3 – SALUTISSIMI

Caro Tito, potrei tirare per le lunghe questa “Lettera n. 442” con una miriade di argomentazioni; però ritengo che già gli enunciati accennati fin qui siano assai eloquenti e fondamentali. “Intelligenti pauca” (si suol dire) … a chi sa intendere, poche parole bastano … a buon intenditore poche parole.

Poiché la Chiesa cattolica ha avuto, in modo piuttosto pesante e contraddittorio, e continua ad avere parecchia o sovrabbondante influenza (nel bene e nel male) sulle nostre vite personali e sulla nostra società …  auguro di vero cuore che questa Entità trovi prima possibile la più giusta e migliore serenità nella propria identità e missione.

Cosa che mi sembra attualmente ben lontana. Chi sa pregare preghi (e davvero parecchio) per la Chiesa cattolica e per tutte le Religioni!… Chi può dare utili suggerimenti, non si tiri indietro. Certo è che la Chiesa è come un malato assai grave in fase estremamente critica ed ha bisogno di medici, medicine, infermieri e quanto altro per ritrovare la Salute evangelica. E’ il mio più accorato augurio!

 Questa che sta per venire è la notte della Befana. Ti sei messo d’accordo con la Befana del tuo nipotino Leonardo?… La nostra ormai si è dimenticata di noi, non passa più! …

Largo quindi alle nuove generazioni! Intanto che possa completare la redazione della prossima “Lettera n. 443” ti ringrazio per la pubblicazione di questa “442” e ti saluto sempre assai cordialmente.

ITER-City, giovedì 05 gennaio 2023 ore 11.44 – Da oltre 55 anni (cioè dal settembre 1967) il mio motto di Wita è “Fecondare in questo infinito il metro del mio deserto”.  

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