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LETTERE A TITO N. 389: URGE AIUTARE L’UCRAINA E LA DISSIDENZA RUSSA CONTRO LA GUERRA!


Contribuire a spegnere questa atroce guerra che potrebbe estendersi al resto d’Europa, tanto da coinvolgere anche noi, le nostre case

di Domenico LANCIANO (www.costajonicaweb.it)

BADOLATO (CZ) –  2 MARZO 2022 – Caro Tito, non possiamo assolutamente restare a guardare né tanto meno essere indifferenti mentre il popolo ucraino viene massacrato dalla nuova barbarie. In tutti i modi leciti e possibili URGE aiutare non soltanto l’Ucraina ma anche la dissidenza russa, per contribuire a spegnere questa atroce guerra che potrebbe estendersi al resto d’Europa … tanto da coinvolgere anche noi, le nostre case.

 

1 – AIUTI UMANITARI

Per le donazioni sicure a favore dell’Ucraina, cerchiamo le organizzazioni istituzionali e di volontariato più idonee a portare a buon fine il nostro aiuto, evitando di cadere nel tranello degli speculatori che, purtroppo, non mancano neppure in tali tragiche occasioni.

Il numero telefonico unico solidale e più sicuro per l’EMERGENZA UCRAINA è il 45525 con piccole donazioni da 2 – 5 – 10 euro a favore della Croce Rossa Internazionale, dell’ANHCR (agenzia dell’ONU per i rifugiati) e per l’UNICEF (agenzia ONU per l’infanzia). Altra possibilità sicura sono le CARITAS presenti in ogni diocesi territoriale italiana, persino nelle Parrocchie. Per il resto si raccomanda molta molta cautela, a meno che non sono di nostra diretta conoscenza e fiducia le persone o le organizzazioni cui affidiamo i nostri aiuti.

2 – RETE DI SOLIDARIETA’

Chi ne ha possibilità potrebbe rivolgersi direttamente alle due ambasciate dell’Ucraina a Roma o ai consolati presenti nel territorio italiano, oppure alle associazioni ucraine o anche tramite le badanti e i lavoratori ucraini di propria conoscenza. Su internet sono indicate numerose di queste associazioni Italia-Ucraina, quasi in ogni grande città e persino in piccoli paesi. Si può creare così una utile rete di solidarietà.

L’Ambasciata ucraina presso lo Stato italiano in Roma è in Via Guido d’Arezzo 9 (quartiere Salario-Parioli) tel. 06-8412630 mentre l’Ambasciata ucraina presso la Santa Sede è in Via Giovanni Bessarione n. 8 –  Roma tel. 06-39378800 (quartiere Aurelio).

3 – AIUTI SANITARI

Spero tanto che il Sistema Sanitario Nazionale pubblico e il sistema della Sanità privata vogliano organizzare aiuti inviando non soltanto materiale sanitario ma anche ospedali da campo e operatori volontari per andare incontro a feriti di entrambi i fronti, specialmente verso i bambini e gli anziani colpiti. In tale caso potrebbe mobilitarsi pure la Protezione Civile cui sarà utile chiedere (essendo presente in ogni Comune) come comportarsi per qualsiasi tipo di aiuto e di partecipazione volontaria.

Proteggere la popolazione civile e soccorrere i feriti d’ambo le parti è primaria esigenza umanitaria. Per garantire la quale ci vogliono aiuti consistenti e volontari esperti ma anche coraggiosi e generosi.

4 – ACCOGLIENZA PROFUGHI – VALE IL MODELLO BADOLATO ?

Come si ricorderà, dopo lo sbarco di quasi 900 profughi curdi della nave Ararat avvenuto subito dopo il Natale 1997 sullo Jonio, il Comune di Badolato organizzò un’accoglienza ancora inedita: ha dato le case vuote del borgo antico a gruppi omogenei d’immigrati, pure per tenere uniti i nuclei familiari. Probabilmente, nell’àmbito dei progetti di accoglienza profughi, si può fare così in ogni parte d’Europa dove c’è lo spopolamento di borghi e comunità.

C’è da dire che, in ogni nazione europea, ci sono pure edifici istituzionali (scolastici, religiosi o ex ospedali) vuoti e in buono stato che potrebbero essere utilizzati per accogliere la moltitudine di persone provenienti ormai a milioni specialmente dalle zone di guerra.

5 – VOLONTARI IN UCRAINA

Probabilmente, per i più coraggiosi e determinati, immagino che ci sarà persino la possibilità di poter dare il proprio aiuto umanitario nelle retrovie dei vari fronti dove si combatte militarmente, nei centri abitati e in ogni settore di sostegno alla società civile (dal fornaio all’infermiere, dal medico all’artigiano, dall’operaio al contadino, ecc.).

Mi pare logico che, in simili situazioni, ogni tipo di aiuto possa essere bene accetto. Pure in questo caso, bisognerebbe chiedere alle due ambasciate, ai consolati e alle associazioni bilaterali Italia-Ucraina o agli stessi immigrati ucraini di propria migliore conoscenza. Che io sappia, al momento non c’è un’organizzazione in tale senso.

6 – DIFESA INFORMATICA

Poiché questa contro l’Ucraina (e l’Occidente) è sempre più una guerra “ibrida” e “asimmetrica” … ritengo che ci sia bisogno pure di persone molto brave in informatica per fronteggiare gli attacchi che provengono pure contro l’Italia via rete telematica, tramite computer. Chi si ritiene in grado di fronteggiare tali situazioni può rivolgersi alle Prefetture o ai Distretti Militari o alle apposite Agenzie anti-hacker.

La difesa informatica è particolarmente importante, poiché rischiamo la paralisi della vita socio-economica (ad esempio, senza energia, acqua, gas, ecc. o senza stipendi, pensioni, prelievi bancari, ecc. ecc.) nel caso venissero danneggiati i sistemi che governano la complessità della società civile.

7 – AIUTARE LA DISSIDENZA RUSSA

Ogni intervento è utile per spegnere l’incendio di questa guerra che minaccia di estendersi alle nostre case. Utile pure aiutare la dissidenza che, in questi giorni, sta dimostrando coraggiosamente per le strade delle città russe, pagando pesantemente con decine di migliaia di arresti, che si aggiungono alle persecuzioni ordinarie.

Non so, sinceramente, come si possa fare per raggiungere le organizzazioni della dissidenza e della resistenza russa contro questa guerra. Ritengo che ci si debba rivolgere alle due ambasciate e ai consolati ucraini, oppure alle autorità italiane adatte allo scopo (sempre tramite le Prefetture, i Distretti militari, il Ministero degli Esteri).

8 – RISPARMIO ENERGETICO

Poiché siamo in pratica alle soglie di un razionamento energetico, ognuno di noi può fare la propria parte utilizzando il meno possibile l’automobile, il gas domestico, l’elettricità e tutto ciò che aiuterebbe il nostro sistema nazionale (e l’ambiente) a rendere sopportabili le carenze future, specie se tale guerra dovesse durare a lungo o, addirittura, dovesse degenerare ed estendersi dalle nostre parti, in un modo o nell’altro.

Ad esempio, l’annunciato riuso delle centrali a carbone non è una buona notizia, anche se ne comprendiamo l’utile portata in caso di estrema necessità; infatti l’inquinamento aumenterà notevolmente.

Quindi, cerchiamo di essere parsimoniosi, pure per evitare di danneggiare l’ambiente che, se sofferente, colpisce pure la salute delle nostre persone. Parsimonia pure nell’utilizzo delle derrate alimentari, persino riducendo i cibi (il che, tra l’altro, farebbe bene alla salute). In previsione di carenze alimentari, sarebbe consigliabile fare scorte sostenibili.

9 – ATTENZIONE E PARTECIPAZIONE

Caro Tito, cerchiamo di seguire con attenzione e con partecipato affetto l’evolversi della guerra in Ucraina. Chi ha fede preghi; chi può donare, sia generoso; chi può mobilitarsi, si affidi alle Autorità di competenza. Per tutti massima accortezza e acuta intelligenza. Tanta saggezza a tutti.

Teniamoci aggiornati. Cordialità

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