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LETTERE A TITO N. 377: L’OROLOGIO DEL BARBIERE


Siamo tutti desiderosi di stappare le bottiglie di spumante o di champagne per augurarci un 2022 migliore dei precedenti, specialmente di questi ultimi due terribilmente pandemici

di Domenico LANCIANO (www.costajonicaweb.it)

BADOLATO (CZ) –  27 DICEMBRE 2021 –  Caro Tito, stiamo ormai contando le ore che ci portano al nuovo anno.

Siamo tutti desiderosi di stappare le bottiglie di spumante o di champagne per augurarci un 2022 migliore dei precedenti, specialmente di questi ultimi due terribilmente pandemici.

E, a proposito di “conta ore” o “segna ore” (come tempo fa alcuni erano soliti chiamare l’orologio) così come c’è il “segnalibro”, ti vorrei partecipare una curiosità che mi è capitata ultimamente, quando ho dovuto cambiare barbiere, poiché il mio era andato onorevolmente in pensione, dopo lunghi decenni, alcuni dei quali trascorsi in Germania, come qualsiasi altro emigrato.

1 – L’OROLOGIO DEL BARBIERE

Qualche settimana fa, sono andato a farmi “rapare” (barba e capelli) dal giovane Claudio Mariani, passato di recente dagli studi universitari in Psicologia a prelevare l’attività dello zio, parrucchiere per donna e per uomo qui in Agnone del Molise. Una saggia scelta improntata ad una ammirevole concretezza esistenziale molto contemporanea.

Il certo per l’incerto. Tanto di psicologia ne potrà esercitare a iosa, visto e considerato che (è proprio il caso di dire) “tot capita tot sentenziae” … ogni testa è un parere … ogni capo è un tribunale. Avrà modo e tempo di esercitare la psicologia sul campo, specialmente nell’intrattenere la clientela con argomenti da inventare di volta in volta, su misura della persona che avrà sulla sua poltrona. Perché bisogna pur parlare di qualcosa, quando si è dal parrucchiere, noh?….

Forse è più difficile fare l’affabulatore o l’ascoltatore (spesso anche confessore) o il dialogante per un parrucchiere che fare il proprio lavoro. La sera si è sfiniti più dal solo conversare che dal trattare bene i capelli delle persone!…

E, a proposito di tempo, segna-tempo e segna-ore, il giovane Claudio il tempo ce l’ha nel sangue, poiché ha fatto per molti anni, con discreto successo e grandi soddisfazioni, pure il musicista di una band semi-professionista che ha portato la propria musica in tutta Europa persino in Russia con un esclusivo “tour” di un intero mese!

Quello che vedi in copertina, come prima foto, è proprio l’orologio del mio nuovo barbiere Claudio Mariani … fatto in modo originale con quattro “macchinette” (a ore 12 – 15 – 18 – 21) che gli sono state donate da Giovanni Di Niro, come buon augurio per la nuova professione.

Il simpatico barbiere Di Niro, fratello del compianto Michele (mio collega di ufficio alla ASL), ha esercitato proprio in piazza ed ha cessato l’attività da qualche tempo e, con un ammirevole e nobile gesto generazionale, ha voluto lasciare questi cimeli a Claudio, il quale li ha utilizzati proprio nel modo migliore possibile … a segnare il suo tempo lavorativo, ma anche a beneficio della clientela.

Si dice, usualmente (pure con un senso un po’ malizioso) che il barbiere o il parrucchiere sia come un “capo-redattore” di un giornale cittadino, dove si aggiornano “ad horas” (anche qui è proprio il caso di dire) le notizie della cittadina e dei dintorni, specialmente quelle della “cronaca rosa” (dei “pettegolezzi” tradotto in termini popolari). In alcuni paesi, in un “Salone” di barbiere o parrucchiere vengono eletti persino i sindaci e sicuramente … le miss.

Claudio, perciò, è da annoverare pure come “giornalista” oltre che come stilista e fine “psicologo” o diavoletto, addirittura. Insomma, la professione di barbiere o di parrucchiere è importante e strategica per ogni comunità.

Per non dire che molti decenni fa, esercitavano persino una professione sanitaria o parasanitaria, quando salassavano le persone. Erano vice-medici, in pratica, o medici-delegati. Infatti i medici-chirurghi veri e propri (ritenendo l’arte del salasso una pratica minore, ben al di sotto del loro “status”) inviavano dal barbiere tutti i pazienti che a loro parere potevano essere curati con un semplice “prelievo” di sangue.

Una pratica molto antica quella del salasso, che veniva ritenuta una panacea per tanti mali fin dagli antichi Egizi, via via, fino a quasi metà del secolo scorso. Un ultimo tributo di memoria. Da bambini si andava dal barbiere (per soli uomini) che, nei nostri piccoli paesi, per arrotondare, facevano pure i sarti.

2 – AUGURI A CLAUDIO MARIANI

Auguri a Claudio Mariani e a tutti quei giovani che hanno intrapreso una professione vera e propria con tanto di specializzazioni (ormai più che un mestiere) assai utile ed importante per la comunità. Gli auguriamo di poter esercitare presto pure in altri àmbiti, come quelli che curano l’immagine dei personaggi.

So infatti di parrucchieri (uomini e donne), pure calabresi, che vanno ad acconciare le dive o le miss in festival anche internazionali, in programmi televisivi di successo o in altre manifestazioni. Certo, ne sono sicuro, Claudio Mariani sarà un nome che presto sentiremo in contesti da VIP.

Caro Tito, il significativo gesto intergenerazionale tra l‘anziano maestro Giovanni Di Niro e il giovane maestro Claudio Mariani, mi ricorda il nobilissimo e generoso gesto con cui nel 1995 il grande scrittore e giornalista Sabino d’Acunto (1916-2004), ex sindaco di Isernia, ha donato la sua macchina da scrivere portatile al giovane poeta, intellettuale e patriota kosovaro Ysmen Pireci (1967).

Una distanza generazionale di ben 51 anni tra loro! Quella “Olympia” (piccola ma robusta ed ancora efficientissima) gli era servita per scrivere quasi tutte le sue Opere di successo negli ultimi 40 anni (poesia, teatro, storia, narrativa, epistolario, giornalismo, ecc.). Tutto conservato all’Archivio di Stato di Isernia, su mio input.

Nel 1995 Ysmen Pireci era esule a Capracotta (altitudine 1420 metri, in Alto Molise). Qui si era adattato a fare il pastore di pecore, isolato in piena montagna. Era stato costretto a scappare dal Kosovo, dominato con pugno di ferro dalla Serbia, allora impegnata nella sanguinosa guerra della ex-Jugoslavia del dopo-Tito. Ysmen lottava per l’indipendenza del Kosovo.

Con la macchina da scrivere donatagli dal collega poeta Sabino d’Acunto (a cui lo avevo segnalato), Ysmen ha poi compilato la sua prima raccolta di poesie intitolata “Il villaggio senza nome” che io ho pubblicato alle pagine 263-296 del quinto volume del “Libro-Monumento per i miei Genitori” nel 2007 e che il 15 luglio 2015 abbiamo donato ai nostri lettori  con << https://www.costajonicaweb.it/lettere-a-tito-n-125-il-popolo-senza-nome/  >> dove c’era il seguente allegato  << https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2015/07/Ysmen-PIRECI-IL-VILLAGGIO-SENZA-NOME-Poesie-1994-1996.pdf >>.

E Ysmen, sempre con quella piccola ma robusta Olympia, ha scritto tante altre poesie, alcune delle quali hanno vinto premi persino nazionali in Lombardia, dove, poi, ha trovato lavoro a fine secolo e dove, da qualche anno, fa pure l’arbitro di calcio nei gironi regionali. E, da qualche anno, è anche nonno.

3 – SALUTISSIMI

Caro Tito, nei miei scritti, ho sempre ricordato o celebrato i miei barbieri, persone da cui ho imparato tanto, pure perché sanno essere una delle principali fonti della memoria storica di un territorio. In particolare, hanno una importanza capitale per la Storia di un quartiere, di una comunità, di un paese o di una cittadina.

In passato (almeno fino agli anni Sessanta dello scorso secolo quando la TV non era così tanto diffusa nelle case) hanno avuto pure la funzione di sana aggregazione tra persone di diverse classi sociali. La loro bottega sembrava un circolo culturale dove venivano discussi argomenti di ogni tipo, specialmente di politica.

Pure per questo ho prima accennato che nel “Salone” dei barbieri si eleggevano addirittura sindaci e miss.  Adesso il loro lavoro ed il loro ruolo sono cambiati tanto. Da mestiere artigiano è diventato professione super-specializzata e accessoriata.

Come tale rispondono prevalentemente a criteri di efficientismo aziendale, pur restando strategici nella particolare aggregazione che, per quanto cambiata, garantisce sempre quella circolazione delle idee così necessaria ad una qualsiasi società, specialmente se periferica.

Augurando a te e ai nostri gentili lettori buon proseguimento di festività natalizie ed in attesa del nuovo anno 2022, ti ringrazio e ti saluto per questa “Lettera n. 377”, sempre con tanta riconoscenza e cordialità.

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