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L’ESSENZIALE È INVISIBILE AGLI OCCHI: IMPARIAMO A DARE LA GIUSTA IMPORTANZA A CIÒ CHE NON VEDI


Spesso l’altro ci fa paura: malattie problemi esistenziali ‘ingombri sociali’, ognuno preferisce non rischiare per paura di essere giudicati emarginati dal contesto

di Salvatore CONDITO, Giornalista

PRESERRE (CZ) –  14 GIUGNO 2021 –  Quante volte camminiamo e passiamo ‘oltre’, troppe tante, questo ci impedisce di entrare in contatto con gli altri.

Il nostro mondo come il titolo del romanzo: “ Piccolo mondo antico” di Antonio Fogazzaro, tutto racchiuso in uno scrigno che gelosamente custodiamo per paura che qualcuno possa rubarcelo.

Viviamo in una continua ricerca di migliorarci affermarci raggiungere titoli o posizioni, ma spesso non ci accorgiamo che creiamo dentro e fuori di noi muri e barriere che ci portano inevitabilmente a vivere in un piccolo e fragile castello di carta.

Osservare vuol dire porgere lo sguardo, trovare differenze notare particolari elaborare l’informazione.

Comunicare vuol dire entrare in contatto con l’altro ma non come atto ‘invasivo’ ma come creazione dialogo e confronto.

Spesso l’altro ci fa paura: malattie problemi esistenziali ‘ingombri sociali’, ognuno preferisce non rischiare per paura di essere giudicati emarginati dal contesto.

Una società può definirsi giusta quando crea e produce anticorpi in grado di distruggere indifferenza odio giudizio; trasformando il tutto alchenicamente in amore affetto emozioni.

Tutto è onticità, noi appariamo in questo mondo come in una scena teatrale possiamo essere attori o comparse a noi il libero arbitrio.

Il Covid 19 ha creato in un anno nuove forme di paura, l’altro con il contatto con un abbraccio possono essere ‘mortali’ per cui si struttura un concetto nuovo, vivi nel tuo gli altri sono pericolo.

Un concetto che sempre di più sovverte stili educativi forme di comunicazione, stili di appartenenza; tutto questo sempre di più amplia il disagio sociale e forme di psicopatie.

Il silenzio ci viene in aiuto non come momento di pausa, ma come terapia dell’anima, trovare il giusto spazio luogo in cui ogni individuo trova il suo equilibrio, la sua pace, il suo senso.

Oggi più che mai occorre trovare un senso’ riscoprirsi umani emotivi fragili e bisognosi di affetto e comprensione; le modalità del consumismo portano sempre di più a concetti di affermazione dell’io.

Quanta solitudine disperazione quante persone si spengono e muoiono nel silenzio dell’indifferenza totale; molti sono impegnati a creare un nuovo umanesimo, persone laiche o uomini di preghiera che attraverso punti luce danno un’opportunità di trovare il proprio volto e facendo cadere la propria maschera.

Questa epidemia che ha colpito il mondo intero ha portato tanta sofferenza lutti perdite divisioni solitudine e dolore, ora più che mai occorre ritrovarsi guardarsi negli occhi facendo cadere i veli dell’ipocrisia trovarsi comunità.

Non serve correre non serve creare e vivere di sistemi collaudati, occorre rompere circuiti viziati e viziosi, avere il coraggio di essere liberi senza subire prevaricazioni e mortificazioni, dignità e rispetto.

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