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LEGGE DI BILANCIO, PARENTELA ANNUNCIA RISORSE E STRUMENTI PER LO SVILUPPO DELL’AGRICOLTURA NELLA MONTAGNA CALABRESE

L’esponente 5 Stelle: “Determineranno reddito, sostenibilità e tutela del territorio”

 di REDAZIONE

 PRESERRE (CZ) –  11 DICEMBRE 2021 –  «Ripopolare le aree rurali della Calabria, presidiare il territorio regionale, in parte molto colpito dagli incendi, e promuovere le produzioni agricole e zootecniche sostenibili sono gli obiettivi su cui siamo al lavoro perché l’agricoltore continui ad essere custode del territorio e del paesaggio».

Lo dichiara il deputato Paolo Parentela, esponente M5S in commissione Agricoltura, alla vigilia della Giornata internazionale della montagna, che ricorre l’11 dicembre.

«Le zone di montagna – ricorda il parlamentare – sono al centro delle politiche del Piano nazionale di ripresa e resilienza: con la valorizzazione dei piccoli borghi, delle aree rurali e della nuova politica agricola comune, che, grazie ai nostri cospicui stanziamenti nell’imminente legge di Bilancio, avranno un ruolo rilevante così come negli eco-schemi».

«Infatti, nella Manovra, ora in discussione al Senato, viene istituito il Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane, con una dotazione – spiega il deputato del Movimento 5 Stelle – di 100 milioni di euro per il primo anno, che raddoppia a decorrere dal 2023. Tra gli obiettivi principali vi è il finanziamento di progetti per lo sviluppo delle attività agro-silvo-pastorali, tutelando e promuovendo le risorse ambientali dei territori montani, di cui la Calabria è tanto ricca».

«Al contempo, nel Piano strategico nazionale, con cui l’Italia accompagnerà l’entrata in vigore della nuova Pac, l’agricoltura nelle aree di montagna sarà valorizzata attraverso gli eco-schemi, finalizzati a una maggiore tutela ambientale e della biodiversità.

Con misure adeguate, potremo dunque dare agli agricoltori calabresi la possibilità concreta – conclude Parentela – di trarre reddito dalla montagna. Inoltre potremo contare su di lui quale custode del territorio, quale primo presidio contro il dissesto idrogeologico e per la tutela del paesaggio».