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LEGAMBIENTE A RIACE PER SOLIDARIETÀ A MIMMO LUCANO”


In occasione manifestazione prevista oggi a sostegno del modello accoglienza immigrazione

di REDAZIONE

PRESERRE (RC) –  6 OTTOBRE 2018 –   “Bisogna difendere con forza e replicare il modello Riace, un esempio di buona accoglienza e integrazione”.

Cosi’ Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, e Francesco Falcone, presidente di Legambiente Calabria, commentano l’adesione dell’associazione ambientalista all’iniziativa promossa per oggi a Riace (dalle ore 15) dagli attivisti riuniti sotto la sigla “Riace patrimonio dell’umanita’”.

“Il dramma dell’immigrazione – aggiungono – non si puo’ risolvere alzando murie barricate o chiudendo i porti, ma proprio preparandoci a un’accoglienza capace di coniugare sicurezza, integrazione, solidarieta’, sviluppo locale e coesione sociale come fatto nel piccolo comune calabrese.

Per questo domani saremo anche noi in piazza a Riace insieme a tante altre associazioni e cittadini, dopo l’arresto del primo cittadino Mimmo Lucano, per chiedere che non si strumentalizzi la vicenda giudiziaria, continuando a giocare in chiave elettorale e propagandistica sulla pelle dei disperati e ingannando gli italiani sui reali bisogni del Paese”.

La mobilitazione “Riace non si arresta! A Riace per solidarieta’ a Mimmo Lucano” si terra’ in contemporanea in diverse citta’ italiane.

“Riteniamo – aggiungono Ciafani e Falcone – che vada sostenuto allo stesso modo anche il modello Sprar (il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) che ha consentito di realizzare un programma di buona accoglienza, distribuito sul territorio, che ha superato tanti problemi del passato e che, invece, il Governo tenta di cancellare con il Decreto sicurezza.

Lo stesso presidente Matterella, nel firmare ieri il decreto, ha ricordato gli obblighi imposti dalla Costituzione, in particolare agli impegni che tra l’altro riguardano i rifugiati e i profughi.

La nostra battaglia continuerà affinché durante il suo iter in Parlamento il decreto venga modificato, evitando cosi’ errori imperdonabili frutto di una scelta ideologica e pericolosa che rischia di gettare l’Italia nel caos”.

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