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LAMEZIA, LUCCHETTO DEFINITIVO SUL CARCERE


Ex casa circondariale chiude per sempre: passerà a Ministero Beni Culturali

di REDAZIONE 

LAMEZIA TERME (CZ) – 7 MARZO 2019 –  “Possiamo dire chiusa definitivamente la Casa Circondariale di Lamezia Terme”.

Lo dichiara Luigi Villella, Segreterio Mtl a giudizio del quale “E’ ufficiale il passaggio della struttura dal Ministero della Giustizia al Ministero dei Beni Culturali, dopo un lungo calvario sono svanite le speranze per una eventuale riapertura o riconversione dell’istituto.

È questo – aggiunge – il risultato alla fine ottenuto grazie ad una disegno politico iniziato nel 2012, e concretizzato nell’ ultimo anno grazie anche al vuoto politico istituzionale esistente in città, a fronte di una Procura continuamente impegnata a contrastare consorterie mafiose e microcriminalità, una struttura che doveva costituire il valido supporto a tutte le operazioni di indagine da parte della magistratura e di tutte le Forze dell’Ordine operanti sul territorio lametino”.

Sempre a giudizio di Villella “a nulla sono valse le manifestazioni di protesta e gli appelli avanzati ai vari schieramenti politici.

Arriva così – commenta – al termine la storia di un ex convento costruito nel 1400 con all’interno affreschi e colonnati , ubicato nel cuore della città e che nel 1800 diventa istituto di pena, ristrutturato nel 2004 e riadeguato ai parametri europei nel 2012”.

“A questo mio comunicato – fa sapere Vilella – si associa il “Comitato Riapriamo il carcere” che in questa stessa occasione si scioglie, essendo venuti meno tutti i presupposti oggettivi per portare avanti una pur legittima richiesta”.

Villella “confida ora nei Beni Culturali rimarcando l’importanza del complesso per la città di Lamezia Terme affinché possa conferirgli nuova vita, considerate le grandi bellezze e potenzialità”.

Inoltre per Villella “sarebbe auspicabile e apprezzabile che si avvii un processo di collaborazione con l’Amministrazione Comunale affinchè l’ex convento non resti solo un gioiello da far visitare ai turisti ma sia anche animato e vissuto per attività culturali e manifestazioni popolari, artistiche e urbane, volte alla effettiva valorizzazione dell’intero edificio, restituendolo, almeno in questo modo, ai cittadini”.

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