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LACRIME DI SOPRAVVIVENZA


In piena crisi sanitaria non bisogna dimenticarsi di tutti quei bambini che silenziosamente nel mondo gridano aiuto tra elemosina e lavori pesanti

di Rossella NASSO

PRESERRE (CZ) –  27 MARZO 2020 –  In questa nuova situazione di emergenza mondiale, per un attimo, alieniamoci dal mondo e rivolgiamo un pensiero a tutti quei bambini che gridano silenziosamente aiuto, tra elemosina e lavori pesanti, forzati, le cui infanzie sono caratterizzate solamente dal sopravvivere e non dal vivere, tenendo pietre e non giocattoli.

A tutti quei bambini che muoiono ogni secondo nelle zone più povere del mondo; a tutti quei bambini dispersi per scelte ingenue e sbagliate, che girovagano in città più grandi dei loro occhi pieni di speranza.

Pensiamo non solo alla tristezza dei più piccoli, ma anche alla miseria generale, alla disperazione delle madri, dei padri, degli uomini, delle donne.

Se la nostra vita fosse dedicata all’aiuto più amorevole e non al profitto, se fossimo inclini all’amore e non all’odio, se ci fosse meno opportunismo e più solidarietà anche solo con un pensiero, forse anche la parte umanitaria più povera d’amore, di soldi, di salute sarebbe un posto vivibile. 

A tutte le lacrime di ogni bambino, ai loro cuori lacerati precocemente e un pensiero anche a noi stessi, a tutti noi, a quanto ancora dobbiamo migliorare per rendere il mondo un prato, un mare e un cielo di tutti e non di pochi.Cosa c’è di più macabro dell’indifferenza

Nulla. Il non sentire, il non saper ascoltare e non riuscire a vedere se non le proprie scarpe è ciò che accomuna anche le menti più piene, più intelligenti, più raffinate, ma non quelle più sensibili.

In un mondo così crudele, accecato dai pezzi di carta rettangolari e non dalla condivisione, meditiamo sull’amore e non sulla cattiveria, e usciamone più altruisti e meno cattivi, più sensibili e meno indifferenti. 

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