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LA PREGHIERA NEL SILENZIO


Preghiamo ancor di più perché costretti ad una lontananza nei gesti e nelle celebrazioni, affinché i nostri cari defunti sentano la nostra vicinanza attraverso il pianto, che non è segno di debolezza umana, ma vita

di Rossella NASSO

PRESERRE (CZ) –  1 NOVEMBRE 2020 –  Con l’autunno aspettiamo l’ingresso di novembre, mese malinconico e nostalgico, per celebrare la solennità di Ognissanti e commemorare i nostri cari defunti.

Mai come quest’anno, novembre entra nella nostra quotidianità con una dolorosa tristezza in più. Le numerose vittime che il covid-19 ha prodotto- nemico invisibile che ormai tutti conosciamo caratterizzando con prepotenza questo 2020- sono ingenti  da quantificare. Tutte vittime perse in completa solitudine così come il lutto vissuto  dai parenti.

Le restrizioni imposte dal governo per proteggerci ci impongono di limitare con cautela le visite ai nostri congiunti. Com’è cambiata la nostra vita? Gesti che facevamo con assoluta naturalezza per sentirci ancora una volta vicini a loro, ci vengono limitati.

Dunque non ci resta che pregare i Santi, chiedendone l’intercessione per i nostri cari, persone che come disse Papa Francesco in un angelus ‘non sono modelli perfetti, ma persone attraversate da Dio, persone normali che hanno accolto la luce di Dio nel loro cuore trasmettendola al mondo, ognuno secondo la propria tonalità.

L’inconsapevolezza di essere tanto grandi li ha portati a Dio. I nostri defunti dunque, partiti per la patria celeste, godono certamente della loro luce e presenza eterna, aiutati dalla nostra preghiera.

Preghiamo ancor di più perché costretti ad una lontananza nei gesti e nelle celebrazioni, affinché sentano la nostra vicinanza attraverso il pianto, che non è segno di debolezza umana, ma vita.

 Vita che attraverso i ricordi custoditi nel nostro cuore ne urla l’assenza. Ricordiamoli onorandoli attraverso la preghiera e la riflessione per sentirli ancora vivi e vicini a noi perché non sono più dov’erano, ma sono ovunque noi siamo.

Facciamo tesoro delle loro migliori gesta imitandone gli esempi avuti, perché se anche la saggezza dei nostri avi è morta fisicamente continua attraverso noi ad essere maestra di vita, accendendo una luce simbolica nel nostro cuore tanto da arrivare a scorgerli ancora… 

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