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LA PASTA FIOCCATA DI ZAGARISE, IL TERRITORIO PRENDE FORMA NEL PIATTO


Grani antichi e sapienza artigiana per prodotto di eccellenza

Fonte: Clemente ANGOTTI (ANSA.IT CALABRIA) 

ZAGARISE (CZ) –  20 MARZO 2021 – Tradizione e sperimentazione, ma radici saldamente ancorate nel territorio.

Zagarise è un borgo di poco circa mille e cinquecento anime in un angolo di Calabria caratterizzato da aria buona (la più pura d’Europa), acqua limpida che sgorga dalle sorgenti del Parco nazionale della Sila e produzioni agricole di inalterata genuinità: qui – grazie all’intuito, la tenacia, a una buona dose di fantasia e spirito d’intrapresa – nasce la pasta Fioccata.

Un prodotto che si conferma elemento principe della tavola italiana, orgogliosamente artigianale e fatto in famiglia (nel senso di impresa famigliare), ma con un gusto che conquista al primo assaggio. Un piccolo successo che racchiude il senso di una sfida.

Sì, perché chi ha voluto con tutte le forze questa realtà, combattendo tra burocrazia e incomprensioni, ha maturato la propria idea imprenditoriale alcuni decenni addietro, a più di mille chilometri di distanza, nelle nebbie di Milano. Prende forma dalla voglia di fare qualcosa per la propria terra, la pasta Fioccata un “brand” di provincia che, nel tempo, si è fatto conoscere e apprezzare per la qualità delle sue produzioni.

“Quando ero a Milano – racconta l’imprenditore-artigiano Salvatore Fioccata – venne a farmi visita un amico che viveva in Germania. Parlando della Calabria e di cosa fare per non essere costretti ad abbandonare la terra delle radici, mi parlò di un suo conoscente, un siciliano che si era messo con successo a fabbricare pasta.

Da lì è nato un interesse che mi ha portato in seguito a visitare il più antico stabilimento di macchine per pasta di Milano e poi a fare ritorno in paese per impiantare un pastificio”. A distanza di oltre 30 anni, Fioccata è un marchio che, dalla tradizionale pasta al ferretto (o fileja) agli strozzapreti e a tutte le altre versioni – non passa inosservato.

“Il nostro mercato – aggiunge – è quello della provincia e di alcune piccole realtà di nicchia all’estero: siamo presenti in Spagna, Svizzera, Ungheria per una clientela che apprezza la qualità e che è disposta a spendere qualcosina in più.

Fare grandi numeri non ci interessa. Teniamo alla qualità. E’ per questo che ci siamo indirizzati su quello che secondo noi dovrebbe essere il vero lavoro dell’artigiano, uno sguardo al territorio”. E i risultati si vedono. “Abbiamo intrapreso una collaborazione con la facoltà di Farmacia dell’Università della Calabria – prosegue Fioccata con una punta di orgoglio – che sulla nostra attività ha assegnato anche tesi di laurea.

Tra i nostri prodotti ce ne sono di particolari che hanno delle proprietà salutistiche, tipo la pasta con foglie di gelso o di vite, con la salvia o con l’alloro. Insomma, un’attenzione a produzioni che le grandi aziende non fanno o non possono fare. Del resto basta soffermarsi sulla realtà che ci circonda e il territorio ci offre infinite possibilità di creare prodotti nuovi, alternativi e che fanno bene alla salute”.

Oggi più che mai. “Qui ci sono condizioni invidiabili – concorda Fioccata – e la pandemia ce ne ha dato conferma. Le nostre vendite sono aumentate.

La materia prima? Ci sono due linee, una è quella commerciale che arriva dai mulini tradizionali e l’altra, in parallelo, è quella dei grani locali in particolare il senatore Cappelli.

Sono anni che ci stiamo lavorando e il nostro obiettivo è, in futuro, realizzare una miscela particolare mettendo assieme varie tipologie di grani. In ogni caso non c’è alternativa: o fai qualità o sei destinato prima o poi a chiudere. E la qualità paga sempre: ci vuole tempo però poi i risultati si ottengono”.

Attenzione all’ambiente. “La nostra – dice ancora Fioccata – è una delle poche realtà che non utilizzano gas inerti per la conservazione del prodotto. Ci limitiamo alla sterilizzazione a 90 gradi del sacchetto. Un metodo del tutto naturale per aumentare la conservabilità dell’alimento: dai 60 ai 90 giorni.

Un tempo che ci dà la possibilità di avere condizioni di distribuzione compatibili. Grosso modo la produzione si aggira sui 500 quintali annui. Non è tantissimo ma nemmeno poco”.

A breve sarà inaugurato il nuovo stabilimento e più ampio.

“Sembrerà assurdo – conclude – ma è stato realizzato senza un centesimo di contributo pubblico. E’ così. Si spende a destra e a manca ma chi ha un’idea si trova in mezzo alle difficoltà.

Noi, però, andiamo avanti”.

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