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LA MEMORIA CUSTODITA


Ora che posso vedere con i miei occhi i racconti di allora, comprendo che il mondo ha ancora molto da farsi perdonare, e che i racconti e le immagini devono essere custoditi nella memoria di ognuno di noi

di Rossella NASSO

PRESERRE (CZ) –  27 GENNAIO 2021 –  Pur in tempo di pandemia, il 27 Gennaio istituito per tutti come il Giorno della Memoria, viene riproposto ogni anno per ricordare al mondo i milioni di vittime dell’Olocausto.

Un orrore mondiale che ogni anno nelle settimane antecedenti la data ufficiale viene riportato alla luce attraverso documentari shock, interviste a qualche fortunato sopravvissuto, film e sopralluoghi nei famosi campi di concentramento che ospitarono milioni e milioni di persone innocenti, colpevoli solo di essere Ebrei.

Fin da bambina e fin dai banchi scolastici, ricordo che se ne è sempre parlato e se le pagine dei libri, moltissimo tempo fa erano pochi a loro dedicate, negli anni i mezzi di comunicazione di massa hanno svolto un immenso lavoro di ricerca di immagini, di testimonianze, di documentari per dare maggior impatto alle parole, dando un volto ai fatti raccontati.

Fatti che spesso facevano rabbrividire al solo racconto.

Risulta sempre davvero commovente e struggente ascoltare un’intervista di un sopravvissuto e capire attraverso le sue parole, quale orrore sia stato loro riservato. Nemmeno le bestie sarebbero meritevoli di tali indecenze, eppure un popolo nazista ha deciso per lo sterminio di massa di interi popoli, anziani, giovani, bambini, nessuno escluso.

A tal proposito ricordo come la mia anziana nonna al caldo della sua stanza mi ricordava di dirle quando sarebbero iniziati tutti quei film di gente nuda, straziata dal lavoro fisico, di bimbi disorientati nello sguardo e infreddoliti.

Ricordo, che quando iniziava questo periodo non vi erano più soap opera. Spesso mi sono trovata anch’io e non si capacitava del perché di tanto orrore. La ricordo osservarli con le mani giunte in segno di perdono e preghiera a Dio.

Un perdono che non era umanamente possibile concedere. Esordiva dicendo “povari gìanti nudi e violati muarti e fama e orfani e genitori e de dignità’’…. ( “povera gente, nudi e maltrattati, morti di fame, orfani dei genitori e della dignità)

Beh aveva capito tutto. Lei raccontava che quando le guerre erano finite, si vociferava di tale sterminio, ma quasi sottovoce, come fosse un peccato solo parlarne.

Ora che posso vedere con i miei occhi i racconti di allora, comprendo che il mondo ha ancora molto da farsi perdonare, e che i racconti e le immagini devono essere custoditi nella memoria di ognuno di noi, voi.

‘’In fondo non è questa la giornata della Memoria di cui mi parli? Voi giovani non dovete limitarvi all’ indignazione e alla denuncia, ma soprattutto capire perché avvennero questi scempi umani, così da non ripetersi negli annali delle storie future

Chi è mosso da disprezzo senza senso verso un suo simile, non è mai un galantuomo, piuttosto un povero di cuore.

Quando si ha questa morte e povertà nell’animo, si è solo cadaveri in cammino; ed io anziana come sono, posso solo dirti di non parlare mai a bassa voce, ma urlare, la memoria che in te è custodita, negando ai tuoi passi e alle generazioni future che ti apparterranno ogni forma di violenza, perché essa se non genera morte fisica, la genera nell’animo.

 Siate pagine di vita, abolendo ogni forma di cattiveria gratuita e discriminazione, poiché l’uomo seppur del passato vi ha fatto conoscere quale essere immondo può diventare.

Attenti, custoditene la memoria’’.

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