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LA CULTURA UNIVERSALE DEL POETA ANALFABETA


Promosso il secondo Premio Internazionale di Poesia “Mastro Bruno cerca discepoli ed ambasciatori nel mondo”

di REDAZIONE

PRESERRE (CZ) –  7 MAGGIO 2019 –  Con il Patrocinio gratuito della Città di Serra San Bruno, dei Comuni di Gagliato, Soverato, Nardodipace, del Museo della Certosa il Comitato Civico Mastro Bruno e il Parco Naturale Regionale delle Serre (con i suoi 26 Comuni), promuovono la cultura universale di Mastro Bruno ed il 2° Premio Internazionale di Poesia “Mastro Bruno cerca discepoli ed ambasciatori nel mondo” aperto ed in tutte le lingue open and in all languages.

Il bando è reperibile anche presso le Rappresentanze d’Italia all’estero

Relativamente ai Premi 2019 Mastro Bruno e Domenico Aspro, alle migliori 9 poesie, catalogate tutte come “Prima classificata”, verranno abbinate per sorteggio le pregiate targhe-premio realizzate dall’impareggiabile maestro orafo, già apprezzato nel mondo, Michele Affidato.

Un premio speciale “Ambasciatore, Poeta del Mondo” sarà assegnato al meno giovane classificato tra i Diplomatici Rappresentanti l’Italia all’estero (non cumulabile).

La Calabria è terra di folklore, poeti in lingua ed in vernacolo e, di quest’ultimo, Serra San Bruno, ne è di diritto la incontrastata capitale.

Ha infatti un titolo in più: Bruno Alfonso Pelaggi, scalpellino, nato, vissuto e morto a Serra San Bruno (1837-1912) noto come “Mastro Bruno”, unico poeta analfabeta mai conosciuto e inserito nel 2014, dal curatore prof. Gabriele Scalessa, nel “Dizionario Biografico degli Italiani”, agli onori della famosa, prestigiosa, Treccani.

Il concorso, la presa d’atto della realtà, come il “progetto D. Aspro” nascono dall’intuizione e dalla lungimiranza di Giacinto Damiani già Presidente del “Comitato Civico Mastro Bruno” ed estimatore, come il bisnonno Luigi (nato nel 1812) ed il nonno omonimo (nato nel 1854), entrambi avvocati e sindaci all’epoca di “la Serra” e lì vissuti assieme al Pelaggi (nato nel 1837).

Damiani, interpretando il ruolo del “discepolo”, estrapola, da par suo, la cultura universale del poeta analfabeta dalla quale fa emergere un coacervo di valori essenziali, di cui l’umanità ha urgente, irrinunciabile necessità (risale al 1956 la prima poesia ”Cronaca sirrisi” dedicata al maestro).

Ormai maturo, veste l’abito dell’ambasciatore della cultura universale di mastro Bruno non risparmiandosi nel conferirgli dignità (vedi il libello e la reincarnazione richiamata nella prefazione, il monumento, il blog multilingue, le circa cento poesie).

Questa seconda edizione del concorso internazionale riconferma il suo impegno a favore dello sviluppo di decine di comuni e porta tale cultura universale nel mondo, con il predetto territorio “che rifiuta di delimitare” sostenendo che “limiti e confini appartengano a mappe e notai”.

Afferma infatti che: “La cultura universale di Mastro Bruno è quella delle origini, del fare, priva di nozioni. Quindi la più idonea e capace di generare unione, meritocrazia, autoironia, riconoscenza, rispetto (valori indispensabili all’umanità, alla crescita civile, quanto le vocali lo sono per l’alfabeto).

Le culture che ne fossero prive adornerebbero solo gente meschina, sostanzialmente incolta, potenzialmente pericolosa”.

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