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LA CONSIDERAZIONE, MOLINARO: «IL PROFITTO SENZA ETICA (AHINOI!!) GIUSTIFICA LA GUERRA»


Pietro Molinaro

Riceviamo e pubblichiamo:

PRESERRE (CZ) – 29 APRILE 2022 –  Nel mondo chi ha maggior profitto e crescita economica sono le aziende produttrici di armi. Operano in un mercato globale che vale oltre duemila miliardi di dollari e la spesa militare cresce del 10%.

Non c’è un’etica nella formazione del profitto e i proventi che derivano dalla vendita delle armi sono considerati (purtroppo!) leciti. Serve riflettere e farsi delle domande sul perché si costruiscono le armi.

Si vendono le armi per fare la guerra, se si producessero senza venderle le aziende produttrici avrebbero danno economico, I capitali investiti nella ricerca e nella realizzazione devono essere recuperati; ciò significa venderle alimentando i focolai di guerra. Ed ecco una delle ragioni delle guerre nel mondoi a “pezzi” o di una paventata terza guerra mondiale.

Le cinque più importanti aziende che producono armi sono negli Stati Uniti, in Europa la maggiore azienda militare è l’italiana Leonardo. Le armi non si vendono ai Paesi che vivono in uno stato di Pace. Se la guerra non esiste bisogna crearla!

La tattica giustifica di inviare armi per rafforzare la resistenza Ucraina per darle più possibilità al tavolo delle trattative ma, non si deve andare oltre un certo limite! È pericoloso l’atteggiamento dell’Europa che inneggia alla vittoria armata dell’Ucraina sulla Russia (rischio reale della terza guerra mondiale) ed invita a non trattare con Putin.

La Pace, presuppone sempre un accordo ma si allontana; assistiamo ad un drammatico gioco dei venditori di armi: per difendere la libertà dell’Ucraina. Stati Uniti ed Europa inviano ingenti quantità di denaro che ritorna indietro per comprare armi. Una questione complessa che preoccupa è se, inviando armi a una parte di un conflitto in corso, uno stato non violi obblighi di neutralità.

Non si può giocare con le nostre vite e con quelle dei nostri figli e nipoti. La Politica non può essere asservita al potere economico e finanziario. Meno ipocrisie per costruire la convivenza pacifica che è compito della politica.

Pietro Molinaro, già consigliere regionale nella passata legislatura, Presidente della Commissione Agricoltura 

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