Stampa Stampa
33

JOLE SANTELLI, RIVADESTRA: «IL CORAGGIO DELLA CALABRIA»


Riceviamo e pubblichiamo:

PRESERRE (CZ) –  5 MAGGIO 2020 – Coraggio.

La parola che contraddistingue il Presidente della regione Calabria Iole Santelli è coraggio. Coraggio nell’accettare la candidatura, coraggio nel cominciare a governare in un cataclisma di problemi. Coraggio nell’affrontare un’emergenza con una sanità distrutta da anni di commissariamento, coraggio a chiudere i confini. Coraggio a premiare il suo popolo.

Coraggio a mettersi contro tutto e dare voce a tutti. Ma questo coraggio non è da irresponsabili come alcuni in continua campagna elettorale amano millantare. Perché così come quando il nostro presidente ha blindato la Calabria, contro la volontà del Governo, tutte le sue decisioni sono state prese dopo averle ponderate e ragionate. Quest’ultima scelta di coraggio, chiesta a viva voce da tutto il popolo calabrese, non puó che avere anche il pieno appoggio di Riva Destra, ed i motivi sono facilmente comprensibili.

Partiamo dall’inizio. Tutto lo sconcerto che dimora nella ultime ore tra la politica italiana nasce dall’ultima ordinanza presa dalla Giunta regionale calabrese, dopo la richiesta unanime degli esponenti di più schieramenti. In effetti questo provvedimento voleva sopratutto premiare il buon senso dei calabresi, che avevano dimostrato di saper osservare le regole imposte, ed anticipava la caduta di alcune limitazioni.

Questo perché i numeri avevano dimostrato che la Calabria si trova ormai in fase di contagio controllato. Oltre ovviamente all’assoluto bisogno di fare qualcosa per far ripartire l’economia. La cosa che ha sconvolto l’opinione pubblica è stata l’autorizzazione alla riapertura delle attività di bar, pasticcerie, ristoranti, pizzerie, agriturismo con somministrazione esclusiva attraverso il servizio con tavoli all’aperto.

Praticamente, la nuova ordinanza concedeva la possibilità di cominciare a valutare come poter svolgere le proprie mansioni, unicamente allestendo all’aperto, a quelle attività lavorative, a cui, a ben vedere, già precedentemente il governo aveva concesso l’asporto.

Naturalmente non veniva imposta la riapertura, ma viene offerta la possibilità di attrezzare, con anticipo e in maniera graduale, bar et similia, per una fase di convivenza con il virus con la quale bisognerà, prima o dopo, fare i conti.

L’aspetto sanitario rimane senza dubbio prioritario, ed è evidente che l’allentamento delle restrizioni dovrà essere direttamente legato alla capacità di poter comunque contenere i contagi. Anche perché pare assolutamente illogico, ed anche un po’ fazioso, ritenere che in un locale in piena funzione esista un rischio differente se un caffè o una pizzetta viene consegnato oppure consumato sul posto, ovviamente con tutte le dovute accortezze.

Ma quale necessità aveva la Presidente Santelli nell’anticipare senza attendere un paio di settimane come richiesto dal governo centrale? Davvero è stato un premio al senso civico o è stata una provocazione come alcuni le contestano? Innanzitutto va precisato che il Presidente del Consiglio non può prevalere con un atto amministrativo (questo è il dpcm non avente forza di legge) su una materia riservata dalla Costituzione al potere legislativo regionale.

Per non parlare poi che quando dice che avrebbe impugnato l’ordinanza al Tar e addirittura alla Consulta, l’avvocato del popolo dimostra di non aver mai messo piede in un Tribunale, visto che i termini giudiziari sono sospesi sino all’11 maggio e che per fissare la sospensiva ci vuole almeno un mese ed ancora di più per la Consulta.

Inoltre il Decreto della presidenza del Consiglio dei ministri avrebbe dovuto fissare, come tutte le ordinanze urgenti ed in considerazione del rischio e della grave limitazione di libertà, termini finali differenziati nelle singole misure di sospensione dei diritti di libertà, mentre invece, in questo periodo, vengono ogni giorno lesi gravemente alcuni diritti costituzionali, a colpi di decreti d’urgenza , e in assenza di una vera discussione parlamentare.

Al contrario il nostro presidente ha il pieno appoggio di tutta la sua giunta, con cui si confronta. Afferma infatti il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Filippo Pietropaolo.”Aver limitato la diffusione del virus per la Calabria e’ un vantaggio che va sfruttato, non solo per adeguare il sistema sanitario ad un possibile ritorno dell’epidemia, ma anche per aiutare la ripartenza delle imprese dietro alle quali ci sono storie di passione, di coraggio, di sacrificio, ma anche la serenità e il futuro di tante famiglie. In questa direzione va anche l’ordinanza con cui la presidente Santelli da’ la possibilità a bar e ristoranti di riprendere la propria attività all’aperto”.

Quindi mentre il presidente Conte mostra preoccupazione per la possibile diffusione del contagio, a causa di autonomi allentamenti delle misure di prescrizione, criticando di fatto un modello che è stato elogiato addirittura dal New Yorl Times, allo stesso tempo consente il rientro al Sud di migliaia di studenti e lavoratori, che vivono nelle regioni più colpite dal virus, senza alcun controllo né aiuti a gestirne la pericolosità, considerando che i contagi calabresi, alla fine risultano essere solo contaminazioni di ritorno.

Adesso la Presidente dovrà avere l’ulteriore coraggio di imporre delle regole basilari,  come ad esempio le distanze tra i tavoli, con la possibilità eventualmente di poter utilizzare avere anche i posti auto, oltre a maggiore spazio comunale, che si spera possa essere concesso gratuitamente, concedere l’allungamento degli orari, stabilire inoltre le distanze tra gli ombrelloni e suppellettili per consentire di allestire gli 800 km di costa, come già iniziato con l’allegato 1) dell’ordinanza del 24.04.2020 n° 36, ma sopratutto avviare la formazione professionale di chi dovrà interagire con il pubblico.

In questo modo si potrà procedere ad una ottimale fase due, che si spera, mantenga la buona sorte della fase uno.

Coordinamento Regionale RivaDestra Calabria

Contatti

Blog Traffic

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.