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ISCA, IL 25 APRILE HA IL SAPORE DELLA MUSICA ETNICA


Festa di Liberazione la XIV edizione dell’Albero di Canto. Aspettando la versione estiva a luglio e agosto. Il sindaco Mirarchi: valorizziamo il nostro splendido borgo

di REDAZIONE 

ISCA (CZ)  – 27 APRILE 2019 –  I profumi della tradizione si diffondono per i suggestivi stretti del borgo incantato nella luce del tramonto. Una Festa della Liberazione davvero speciale ad Isca sullo Ionio grazie alla Quattordicesima edizione de “L’Albero di Canto”, manifestazione finanziata dalla Regione Calabria e Comune di Isca in collaborazione con la Proloco Sanagasi e la Ma.Ma . Agency, con la direzione artistica dell’Associazione ARPA.

Una colorata e partecipazione dell’evento  – nato nel 1988, come una delle prime rassegne in Calabria di interesse internazionale del genere – che entrerà nel vivo nel prossimo mese di luglio con due giornate e l’epilogo del 14 agosto in spiaggia.

La mission della manifestazione resta la riscoperta di voci, visioni e suoni dimenticati,  intesa come ricerca fisica/reale delle proprie radici e delle memorie storico-culturali locali. L’organizzazione ha coinvolto l’intera cittadinanza, puntando sul legame tra la tradizione  e la musica che nelle precedenti edizioni ha richiamato migliaia di spettatori  che hanno affollato le vie del borgo storico.

Dopo l’apertura del laboratorio di lettura animata per bambini alle ore 17, a cura dell’Associazione BookLab e la passeggiata “LiberaMente” alla scoperta del borgo, si aprono gli stand enogastronomici e quindi si balla con I Matti delle Giuncaie, in concerto a Piazza Municipio.

Francesco Ceri al mandolino, Lapo Marliani alla chitarra classica, Andrea Gozzi alla chitarra acustica, Mirko Rosi alla batteria hanno fatto ballare grandi e bambini al ritmo particolare della musica nata sulle sponde del “padule” (come amano dire in maremmanaccio): folk, musica gitana, rock, con una moltitudine di iappappà, meghe meghe, raba, gumba e giga gigumba al fine di all’insegna del motto “divertirsi suonando”.

I Matti delle Giuncaie hanno suonato in ogni tipo di struttura o luogo. Si rammentano quasi trecentocinquanta concerti tra, centri sociali, live club (anche internazionali), pinete sul mare, paesini sperduti, con i Gogol Bordello a Pisa, con gli amici al Congo Bar, con i Madena City Ramblers, sulla barca in palude, su una collina ventosissima, con Marco Calliari al Play e in Canada, in mezzo alla gente, insieme a Cristicchi, al Sacro Cuore a Parigi, in Sicilia, con Beppe Grillo, in mezzo alla neve, con la Bandabardò per ben 3 volte solo nel 2011 e in tanti altri posti, strani o convenzionali, “basta di sonà!”

Ad agosto 2010 è uscito il primo CD (completamente autoprodotto) dal titolo Iappappà, mentre a giugno 2012 è stata la volta dell’ultima fatica, il singolo intitolato “Il Bagno nella Canapa” la cui uscita nell’omonimo EP (Eleri Productions – I Matti delle Giuncaie) è stata seguita dalla produzione del videoclip in cui è ospite d’onore Enrico Erriquez Greppi autore delle parole del brano.

“Una serata speciale e un Albero di canto inedito – ha affermato il sindaco Vincenzo Mirarchi – Abbiamo voluto dare risalto alla Festa della Liberazione, il cui riferimento aggiunto nel logo. Una cosa importante da sottolineare: non finirà qui, il 26 e 27 luglio e alla fine il 14 agosto l’Albero di Canto entra nel vivo con una sorta di Taranta on the beach. Un evento che mira a valorizzare le peculiarità del borgo che bisogna mettere in risalto e far conoscere.

La nostra azione amministrativa è mirata proprio in questa direzione, continueremo in questa direzione per questo ringrazio anche il nuovo direttivo Pro Loco che lavora con proficui risultati in questa direzione”.

L’Albero di Canto è stata “la prima manifestazione di musica etnica in provincia di Catanzaro e più in generale in Calabria in un epoca in cui c’era poca attenzione in questo settore – ricorda il direttore artistico Danilo Gatto -. Abbiamo contribuito molto a restituire alle persone l’orgoglio della propria storia e della propria musica facendo conoscere il borgo.

Tante cose sono cambiate ma noi ci rinnoviamo con lo spirito di stare al passo con i tempi senza perdere di vista l’obiettivo di valorizzare le nostre radici”.

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