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IRRIGAZIONE NEL CROTONESE, COLDIRETTI: «RIMANE LO STATO DI AGITAZIONE»


Aceto, Occorrono soluzioni definitive, sostenibili e durature

 di REDAZIONE

PRESERRE (KR) –  4 MARZO 2020 –  “Continua  il tira e molla tra Regione, A2A e Consorzio di Bonifica Ionio Crotonese per la problematica degli ulteriori rilasci per l’irrigazione di soccorso chiesti  a fronte della siccità  che sta interessando il territorio della fascia Ionica Crotonese e parte del catanzarese.

Nel pomeriggio di lunedì, dopo una prima nota indirizzata dalla Regione anche al Prefetto,  la Regione ha concesso altri giorni di rilasci ma, ancora è in alto mare  la volontà di trovare una soluzione permanente, sostenibile e duratura”.

 Questo quanto afferma Franco Aceto Presidente di Coldiretti Calabria. Una  nutrita delegazione di agricoltori in particolare dei due dei Comuni maggiormente interessati, Isola di Capo Rizzuto e Cutro, si è riunita, per fare il punto della situazione,  alla presenza del Presidente Roberto Torchia, degli amministratori del Consorzio e del sindaco di Isola Capo Rizzuto Maria Grazia Vittimberga. 

 Pur emergendo una situazione di forte preoccupazione – aggiunge Aceto – è  stata una a discussione responsabile durante la quale è emerso  che lo stato attuale di agitazione permarrà sin quando non sarà istituito un tavolo tecnico tra Regione, Consorzio, A2A  e  Coldiretti  che possa trattare la questione con la prospettiva di individuare appunto soluzioni definitive e durature.

 “E’ evidente – aggiunge Aceto – che occorre un’azione congiunta, forte e autorevole per dare risposta alle legittime preoccupazioni degli agricoltori, così come, senza voler fare allarmismo,  avviare le necessarie concertazioni per programmare la gestione di situazioni di crisi idrica nel periodo estivo con un sistema informativo che il Consorzio di Bonifica già porta avanti con  dati che devono restituire un bilancio idrico puntuale, ossia una rappresentazione istantanea della relazione tra disponibilità e domanda, tra deflussi e capacità dei sistemi idrografici.

 Lo dobbiamo – conclude il Presidente di Coldiretti Calabria  – a chi sull’accesso all’acqua ha costruito per una parte non indifferente il proprio modello di sviluppo. 

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