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INTEGRAZIONE OSPEDALI DI CATANZARO, LA CORTE COSTITUZIONALE BOCCIA LA LEGGE REGIONALE


Per i giudici costituzionali “La riportata formulazione attesta in modo inequivoco che si è in presenza di una fusione realizzata tramite la costituzione di una nuova AOU e non già attraverso l’incorporazione della azienda ospedaliera nella preesistente AOU catanzarese

Fonte: G. R. (LANUOVACALABRIA.IT)

PRESERRE (CZ) – 31 MARZO 2021 –  La Corte Costituzionale boccia la legge regionale che prevedeva l’integrazione dei due ospedali di Catanzaro Pugliese-Ciaccio e Mater Domini.

In realtà i ricorsi erano due. Il primo sul precedente tentativo del Consiglio regionale, che aveva incluso nell’operazione anche l’ospedale di Lamezia Terme, e poi abrogata con una legge omnibus di Palazzo Campanella che riproponeva il tentativo senza. 

Il giudizio di legittimità costituzionale si è concentrato su quest’ultima. E non è stato superato. Uno dei nodi era la forma dell’Unione giuridica dei due ospedali.

Per i giudici costituzionali “La riportata formulazione attesta in modo inequivoco che si è in presenza di una fusione realizzata tramite la costituzione di una nuova AOU e non già attraverso l’incorporazione della azienda ospedaliera nella preesistente AOU catanzarese.

Difatti, il previsto subentro nelle funzioni e nei rapporti giuridici attivi e passivi facenti capo ad entrambe le preesistenti aziende ospedaliere non risulta compatibile con un processo di “integrazione” attraverso la fusione per incorporazione, che riguarderebbe solo l’azienda incorporata”

“L’intervento regionale contrasta, inoltre, con quanto previsto dagli atti della gestione commissariale, secondo cui l’integrazione di cui trattasi avrebbe dovuto essere disposta tramite la fusione per incorporazione della AO nella AOU, e non attraverso l’istituzione di una nuova azienda ospedaliero-universitaria (in tal senso il programma operativo 2016-2018, approvato con delibera commissariale n. 63 del 5 luglio 2016 e il documento programmatico dell’aprile 2019, richiamato dalla stessa difesa regionale)”, si ricade quindi nell’invasione di campo nei poteri del commissario ad acta e di conseguenza anche dell’autonomia universitaria.

Altro aspetto censurato è la previsione che a sottoscrivere il protocollo d’intesa per regolare i rapporti fra Università e Regione, la norma regionale avesse incluso anche il presidente della Giunta regionale. 

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