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INNO ALLE DONNE, NOVEMBRE SI TINGE DI ROSSO


La violenza di genere è una voce che urla, svalutando, un insulto, una critica costante facendo sentire l’altra inadeguata e sbagliata al contempo

di Rossella NASSO
Foto: www.targatocn.it

PRESERRE (CZ) –  25 NOVEMBRE 2021 –  La giornata che commemora le vittime di femminicidio, arriva puntuale come ogni anno ad accendere i riflettori su una piaga dilagante e mortificante dell’umanità intera.

Dall’inizio dell’anno ad oggi 56 sono le donne cadute per mano violenta da chi professa amore nei loro confronti.

Una donna su tre perde la vita, spesso giovanissima, andando ad allungare un elenco di nomi infinito, come infinito è il dolore che ne scaturisce.

 Il 25 novembre, giornata a loro dedicata si tinge di rosso attraverso manifestazioni, convegni, eventi culturali e rappresentazioni teatrali per filtrare attraverso la vista e i sentimenti inscenati che ne derivano, tutta la bestialità umana, tutto ciò che non dovrebbe esistere.

Eppure, negli ultimi anni è un crescendo di vittime.

È un peccato mortale togliere la vita ad altri, eppure lo sembra solo a parole. Bisognerebbe sentirsi tutelati dallo Stato se si vive in difficoltà, se si sente il disagio di una storia finita, se arrivano le mani e le botte cruenti al posto delle carezze.

Occorrerebbero più fatti e meno parole, più leggi e più tutele in modo che laddove una donna non sia pronta a denunciare, abbia la certezza di non esser più sola e isolata di come già si sente.

Denunciare dovrebbe esser una certezza e non un privilegio, poiché la rete che si forma intorno ne dovrebbe tutelare la vita materiale e spirituale, psicologica.

Spesso si ha paura anche solo di alzare il tono della voce anche per tutela della prole stessa, spesso spettatrice di tale efferatezza. Ecco lo Stato dovrebbe non permettere tali scempi, poiché la società che vive questi traumi sarà la società di domani e chissà che mondo ci aspetta!!!

Si faccia capire ai ragazzi e alle donne che la violenza loro usata non è solo schiaffi e percosse.

Prima di questo c’è tanto altro.

La violenza è una voce che urla, svalutando, un insulto, una critica costante facendo sentire l’altra inadeguata e sbagliata al contempo.

Essa diventa un silenzio punitivo che offende e mortifica.

Tutte queste sono forme di abuso e sopraffazione che nessuno mai dovrebbe farne conoscenza, poiché la vita ed il rispetto altrui sono rari. In tutte le piazze, comunità, città e manifestazioni varie, ci si imbatte in una scarpa rossa, segno di protesta e voce per chi la voce non la ha più e ancora per chi non ha il coraggio di farsi sentire perché terrorizzata da ciò che ne consegue.

Occorre indossarle.

Facendolo,  onoreremo tutte quelle giovani vite spezzate colpevoli solo di aver amato un uomo che non meritava nemmeno l’ombra del loro sguardo, facendo capire che se il mondo ha perso la sua umanità.

La donna la genera attraverso il suo grembo e il suo amore e che per nulla al mondo dovrebbe esser intaccata, soprattutto se a farla perire proviene da un amore malato.

è necessario proteggere i buoni sentimenti condannando con forza tutto ciò che produce violenza.

Si viva per amare, non per malmenare uccidendone la dignità. 

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