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IN TURCHIA ALLA RICERCA DI SÈ STESSI: L’ERASMUS PORTA IL “MALAFARINA” DOVE TUTTO HA AVUTO INIZIO


Delegazione dell’istituto soveratese, presieduto dal Dirigente Domenico Agazio Servello, ha partecipato, fra l’8 ed il 10 dicembre 2021 al secondo staff training del progetto Erasmus+ nel segno della spiritualità e della ricerca del proprio “io” interiore

di  Antonella Morrone (docente del “Malafarina”)

SOVERATO (CZ) –  20 DICEMBRE 2021 –  “Self-awareness: Embrace Yourself, Embrace the World”: il titolo del Progetto Erasmus+ è, di per sé, rappresentativo dell’esperienza che le docenti dell’ITT “G. Malafarina” di Soverato, Antonella Morrone, Maria Antonietta Battaglia e Sandra Macrina, hanno vissuto in Turchia.

La delegazione dell’istituto soveratese, presieduto dal Dirigente Domenico Agazio Servello, ha partecipato, fra l’8 ed il 10 dicembre 2021 al secondo staff training del progetto Erasmus+ nel segno della spiritualità e della ricerca del proprio “io” interiore.

Coordinate, a distanza, dalla prof.ssa Savina Moniaci, le docenti dell’ITT “G. Malafarina”, insieme ai colleghi provenienti da Grecia e Ungheria, si sono letteralmente immerse in un viaggio suggestivo e intenso, che le ha portate a conoscere da vicinissimo la cultura turca e a toccare con mano le radici della civiltà.

Accolte calorosamente dal team turco, durante la giornata dell’8 dicembre hanno avuto modo di esplorare in lungo e in largo l’Istituto di Gaziantep, di partecipare a “Ebru Art”, un interessantissimo workshop creativo, di conoscere il Progetto “Genchizz” (basato sull’imprenditoria giovanile nel mondo delle società virtuali) e di ascoltare la coinvolgente musica del posto.

Nello stesso giorno, inoltre, le docenti hanno visitato l’antica città di Zeugma, incontrando lo sguardo ammaliatore della “Gipsy Girl”, considerata come il volto di Gaziantep. Particolarmente emozionante è stata anche la visita al Museo della Guerra, dove gli orrori della Guerra d’Indipendenza trovano quiete nelle braccia che accolgono gli avventori e avvicinano i cuori di questi al cuore battente dell’universo.

Suggestiva è stata l’uscita del 9 dicembre a Göbekli, sito archeologico dalla bellezza sconvolgente situato ad una manciata di km dal confine con la Siria: qui si trova il “Punto Zero”, il luogo in cui l’essere umano ha mosso i primi passi, dove tutto ha avuto inizio. Le docenti, quel giorno, hanno pure assaporato la sorpresa di trovare un po’ d’Italia nella città di Harran, località della Mesopotamia in cui le costruzioni ricordano i Trulli di Alberobello.

Şanlıurfa, “la città del Profeta”, è stata la meta successiva: in questo famosissimo centro di pellegrinaggio, la delegazione ha ripercorso i passi di Abramo.

La mobilità si è conclusa con un momento di riflessione di carattere sociale: KismetMermerkaya, coordinatrice turca del progetto, ha raccontato l’esperienza dell’Istituto con i giovani migranti, in un discorso toccante che ha messo in risalto l’importanza dell’accoglienza, della tolleranza e della valorizzazione delle differenze culturali. 

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