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IMPRENDITRICE SCOMPARSA NEL VIBONESE, TRE INDAGATI PER OMICIDIO(AGGIORNATO)


Maria Chindamo sparita nel 2016, indagini Cc Vibo Valentia e Ros – AGGIORNATO ALLE ORE 12: 47

di REDAZIONE 

VIBO VALENTIA (VV) – Sono tre in totale gli indagati per concorso nell’omicidio di Maria Chindamo, la commercialista ed imprenditrice di Laureana di Borrello (RC) rapita e fatta sparire il 6 maggio 2016 dinanzi al cancello della sua tenuta agricola di Limbadi, nel Vibonese.

Con l’accusa di aver manomesso l’impianto di videosorveglianza,impedendo ogni registrazione, della villetta di Salvatore Ascone, 53 anni, di Limbadi, detto “U Pinnularu”, arrestato stamane, al fine di aiutare gli autori materiali del rapimento e della scomparsa della donna sono indagati il romeno Gheorge Laurtentiu Nicolae, di 30 anni, ed uno stretto congiunto di Salvatore Ascone, all’epoca dei fatti minorenne.

Per tutti l’accusa è di concorso in omicidio. Restano, invece, da individuare gli autori materiali del rapimento e dell’occultamento del cadavere, così come il movente del delitto.

Il corpo di Maria Chindamo, nonostante le ricerche non si siano mai fermate, non è stato ancora ritrovato.

Sono state le dichiarazioni del collaboratore di giustizia, Emanuele Mancuso, dell’omonimo clan di Limbadi a permettere alla Procura di Vibo Valentia di fare una prima luce sulla scomparsa dell’imprenditrice Maria Chindamo, rapita e poi uccisa il 6 maggio del 2016. Emanuele Mancuso ha spiegato agli inquirenti la mania di Salvatore Ascone, arrestato per concorso in omicidio, nel controllare sempre il perfetto funzionamento delle telecamere delle proprie proprietà.

Gli accertamenti tecnici dei carabinieri hanno permesso di stabilire che la sera prima della scomparsa di Maria Chindamo, la telecamera della villetta di Ascone che avrebbe potuto riprendere tutta la scena del sequestro, è stata manomessa per favorire gli autori materiali del delitto.

Lo stesso Ascone, in sede di interrogatorio, aveva dichiarato che solo lui aveva disponibilità delle chiavi per accedere alla villetta. Da qui la convinzione degli inquirenti della sua partecipazione alla manomissione della telecamera, unitamente al romeno Gheorghe Laurentiu Nicolae, quest’ultimo indagato a piede libero.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, Maria Chindamo è stata aggredita brutalmente una volta scesa dall’auto per aprire il cancello del suo podere di campagna e caricata su un’altra auto per poi essere uccisa.

I Carabinieri hanno proceduto all’analisi del “libro di bordo” ovvero i file del sistema di videosorveglianza. La “scatola nera”,scoperchiata, ha messo in luce tutte le manovre effettuate dagli  indagati, dati  ritenuti inoppugnabili poiché documentano che le manomissioni sono state effettuate esattamente la sera prima della scomparsa di Maria Chindamo e quindi inequivocabilmente propedeutiche alla commissione del delitto pianificato per la mattinata successiva ad opera degli esecutori materiali, consapevoli di operare in maniera indisturbata e con la sicurezza di non essere ripresi, quindi individuati.

 Per la Procura di Vibo Maria Chindamo, dunque,  è stata barbaramente assassinata. Un omicidio  perpetrato da ignoti poco dopo le 7 del mattino del 6 maggio 2016 davanti all’ azienda della donna dove uno dei suoi dipendenti trovò l’auto con il motore acceso, l’impianto stereo a tutto volume e tracce di sangue sulla carrozzeria della sua Dacia e al suo interno tutti gli effetti personali, compresa la borsa contenente oltre mille euro in contanti.

Le indagini, sviluppate ricostruendo un puzzle fatto di dati tecnici, dichiarazioni degli indagati e perlustrazione d’area, hanno permesso di giungere ad una prima importante svolta con l’individuazione di quelli che per l’accusa sarebbero “due dei correi” dell’efferato delitto.

 

LA NOTIZIA DELLE ORE 08: 15

VIBO VALENTIA  – 11 LUGLIO 2019 – Sarebbe stata uccisa e il suo cadavere fatto sparire, Maria Chindamo, l’imprenditrice scomparsa il 6 maggio 2016 in Calabria.

E’ la conclusione a cui sono giunti i carabinieri di Vibo Valentia e del Ros che hanno arrestato una persona, di cui al momento non è stata resa nota l’identità ma già nota alle forze dell’ordine, con l’accusa di omicidio volontario.

L’arresto è stato fatto in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Vibo Valentia su richiesta della Procura della Repubblica.

Alla persona arrestata viene contestato il reato di concorso in omicidio.

Le indagini che hanno portato all’arresto sono state condotte dai carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Vibo Valentia, della Compagnia di Tropea e del Ros.

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