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“IMPONIMENTO”, LE DIFESE CHIEDONO IL NON LUOGO A PROCEDERE PER CORTESE E PILIECI


Chiesta anche in via subordinata, previa esclusione dell’aggravante mafiosa, la trasmissione degli atti alla procura della repubblica di Vibo Valentia

di REDAZIONE

LAMEZIA TERME (CZ) –  10 MAGGIO 2021 –  Proseguono nelle udienze presso l’aula bunker di Lamezia Terme le discussioni delle difese, mentre si attende l’interrogatorio dell’ex assessore regionale Stillitani. 

All’udienza precedente del 30 scorso ha concluso la discussione per le parti stralciate l’ufficio di procura ed hanno iniziato a discutere le difese degli indagati.

Tra gli altri hanno discusso l’avvocato Guglielmo Lentini per Pilieci Salvatore, fratello del consigliere di maggioranza del comune di Capistrano, e l’avvocato Antonio Maio per Cortese Francesco, nipote di un consigliere  di maggioranza dello stesso Comune.

Entrambi gli indagati devono rispondere del reato di traffico di influenze illecite aggravate dalle modalità mafiose.

Gli avvocati hanno chiesto il non luogo a procedere ed in via subordinata, previa esclusione dell’aggravante mafiosa, la trasmissione degli atti alla procura della repubblica di Vibo Valentia richiamando una decisione del tribunale del riesame di Catanzaro con cui aveva rimesso in libertà un coindagato per gli stessi reati nonché una sentenza delle sezioni unite della Cassazione del 2020 che esclude la predetta aggravante in casi simili. 

Nel collegio di difesa dell’operazione Imponimento figurano gli avvocati: Giovanni Vecchio, Sergio Rotundo, Maria Antonietta Iorfida, Antonio Galati, Santino Cortese, Vincenzo Gennaro, Eugenio Felice Perrone, Salvatore Staiano, Vincenzo Cicino, Giovanni Russomanno, Domenico Anania.

E ancora: Francesco Gambardella, Antonio Larussa, Anselmo Torchia, Vincenzo Fulvio Attisani, Ottavio Porto, Francesco Mancuso, Francesco Calabrese, Nicola Cantafora, Giuseppe Torchia, Massimiliano Carnevale, Armando Veneto, Vincenzo Ranieri, Stefano Nimpo.

Alcuni dei suddetti avvocati si sono riservati di discutere all’udienza del 21 maggio poiché in attesa dell’esito dei ricorsi proposti in cassazione.  

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