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IMMIGRAZIONE CLANDESTINA E CAPORALATO, 18 DENUNCE NEL COSENTINO


Finanzieri hanno fermato sette furgoni in cui erano stipati, alcuni anche allinterno del vano portabagagli, in condizioni degradanti, cinquantasei braccianti agricoli stranieri di nazionalita pakistana, nigeriana, bulgara e rumena

di REDAZIONE

PRESERRE (CS) – 25 MARZO 2019 – Operazione della Guardia di Finanza di Montegiordano, nel Cosentino: 18 persone denunciate per caporalato e immigrazione clandestina; identificati 56 soggetti reclutati in violazione dei contratti nazionali e provinciali del comparto agricoltura.

I Finanzieri cosentini, impegnati in posti di controllo nellarea urbana di Roseto Capo Spulico (CS) hanno sottoposto a fermo tra gli altri sette furgoni in cui erano stipati, alcuni anche allinterno del vano portabagagli, in condizioni degradanti, cinquantasei braccianti agricoli stranieri di nazionalita pakistana, nigeriana, bulgara e rumena, provenienti dalle campagne lucane dove avevano prestato la propria manodopera presso aziende agricole.

I braccianti sono stati quindi accompagnati presso gli uffici della Tenenza per essere identificati ed escussi a sommarie informazioni, anche con lausilio di interpreti.
Sulla base delle dichiarazioni fornite e della documentazione rinvenuta a bordo dei mezzi, e emerso che gli stessi erano stati reclutati in violazione dei contratti nazionali e provincialidel comparto agricoltura ed impiegati presso le agricole percependo paghe nettamente inferiori a quanto stabilito dalle norme contrattuali.

Dopo aver accertato lidentita di tutti i braccianti fermati, e emerso che sette di loro erano in possesso di permesso di soggiorno scaduto e privi di richiesta di rinnovo.

Allesito delloperazione sono stati deferiti, a piede libero, alla Procura della Repubblica di Castrovillari, diretta dal Procuratore Eugenio Facciolla, 11 caporali (tra cui i tre titolari delle aziende lucane) in concorso tra loro, per violazione allarticolo 603 bis c.p.
(intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro) per il quale rischiano la reclusione da uno a sei anni e la multa da 500 a 1.000 euro per ciascun lavoratore reclutato.

Sette i braccianti irregolari segnalati alla Procura della Repubblica per violazioni al testo unico sullimmigrazione.

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