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IL RAPPORTO FRA UOMO E NATURA NELL’ARTE DI GIUSEPPE LO SCHIAVO


Artista ha esposto al Marca le sue opere  nella mostra “Genesis”

di REDAZIONE

CATANZARO – 19 NOVEMBRE 2018 –  Chiude al Museo delle Arti di Catanzaro, con una grande partecipazione di pubblico, la mostra dell’artista Giuseppe Lo Schiavo “Genesis”.

L’evento, che rientrava nel più ampio progetto Glocal promosso dalla Fondazione Rocco Guglielmo per inserire le più promettenti esperienze del territorio nella circolazione globale dell’arte, è stato inaugurato il 22 settembre scorso dal direttore artistico Rocco Guglielmo e dallo storico dell’arte e direttore del Palazzo Reale di Milano, il calabrese Domenico Piraina, che fa parte del comitato scientifico del Marca, importante struttura museale dell’Amministrazione provinciale guidata dal presidente Sergio Abramo.

L’artista, assieme al curatore della mostra, il critico d’arte Roberto Sottile, ha accompagnato studenti, appassionati ed estimatori del museo in un percorso visivo ma anche sensoriale, che ha dato la possibilità agli spettatori di interagire nello spazio della mostra.

Lo Schiavo ha focalizzato l’obiettivo sul rapporto, essenziale e ancestrale, tra uomo e natura, ispirato ai capolavori del passato trasponendoli in panorami mozzafiato, con audaci contaminazioni. Un percorso giovane, con surreali presenze che accentuano la naturale bellezza del paesaggio. Genesi, materia e spirito.

Un dialogo che l’artista costruisce nella sua visione, e ci restituisce tramite la fotografia; algoritmo perfetto che coniuga attimo, tecnica ed istinto. Una ricerca artistica dai risvolti filosofici-genetici che diventa cardine essenziale dove condividere memoria, cioè quella conoscenza che ci circonda, a cui apparteniamo.

“Una ricerca, una connessione – ha ribadito Roberto Sottile anche nel testo del catalogo edito da Silvana Editoriale – in cui l’uomo sta alla natura come la natura sta all’uomo; entità che vivono simultaneamente, nello stesso tempo e nello stesso momento perché fanno parte di quell’insieme, di quel ciclo della vita che genera creazione e diventa realizzazione e correlazione; interdipendenza che “procrea” e si trasforma nell’opera della vita che determina tutti gli insiemi di quello che possiamo definire ecosistema, cioè l’insieme degli organismi viventi e della materia non vivente, che interagiscono e costituiscono un sistema autosufficiente e funzionale. Senza distinzione alcuna.

Ne variabili. La fotografia diventa in questo processo di “genesi” il risultato finale, il mezzo naturale; memoria, con la quale catturare un istante capace di condurci “oltre”. Trasgredire, mettersi in gioco, senza spezzare quell’equilibrio e quell’armonia eloquente, che appartiene al “carattere” genetico e all’identità dell’uomo, che l’artista trasferisce nei suoi lavori, come il risultato di una armonizzazione di idee.

Un viaggio eccitante, intrapreso dalla necessità di capire; di ritrovare quelle credenziali essenziali nel rapporto-scontro tra uomo e natura. Decodificare questo legame significa riuscire a comporre quella connessione congenita che è alla base della nostra interazione reciproca, con il tempo e con lo spazio che ci circonda”.

Giuseppe Lo Schiavo ci ha proposto una prospettiva antropologica che si realizza nella sua ricerca e nella sua poetica attraverso la sacralità del legame inscindibile tra uomo e natura.

Una trasformazione del paesaggio, una nuova nascita, un cambiamento naturale che segue le regole di due forze che apparentemente si oppongono e competono l’una sull’altra per poi congiungersi e diventare una sola energia. Il risultato è un complesso di elementi, struttura perfetta che l’artista ferma nell’immagine fotografica. Istanti di un ciclo naturale che dialogano e parlano il linguaggio universale.

“L’uomo è creatività. Esso appartiene alla natura perché la natura è l’insieme di tutto ciò che esiste – dice ancora Sottile -. La sua creatività interagisce nel tempo che regola gli attimi infiniti del processo naturale di creazione, che è alla base della scintilla della vita”.

“Esporre le mie opere al Marca è stata una straordinaria occasione per farle conoscere ad un ampio pubblico, e per farmi scoprire qui in Calabria – ha affermato Lo Schiavo – Una bellissima esperienza che si è concretizzata in un percorso nuovo, prima di tutto dal punto di vista umano”.

Giuseppe Lo Schiavo, quindi, riparte per il suo studio di Londra con l’obiettivo di ritornare presto. 

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