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IL MINISTRO GIAN MARCO CENTINAIO ALLA OP COPPI DI LAMEZIA TERME


Nel suo tour calabrese ha fatto visita alla cooperativa lametina: «L’agricoltura è il motore economico della nostra nazione ed il mio impegno è farla progredire».

di REDAZIONE 

LAMEZIA TERME (CZ) –  6 SETTEMBRE 2018 –  Quella di ieri presso l’Organizzazione dei Produttori Ortofrutticoli e Agrumari Coppi a S. Pietro Lametino del Ministro Centinaio non è stata la solita “passerella” politica.

Si è trattata, piuttosto, di una vera e propria iniezione di positività per tutti quegli agricoltori ormai delusi da una pratica dell’amministrazione fin troppo stantia e burocratizzata. Il settore agricolo ed agroalimentare calabrese – così come nel resto d’Italia – è stato messo in ginocchio da una miriade di fattori diversi e soprattutto dai ritardi nei pagamenti Agea.

Così, senza troppi giri di parole, il Ministro ha spiegato che: «Da quando mi sono insediato, io ed una commissione di tecnici stiamo cercando di capire se Agea sia in grado di dare agli agricoltori le risposte che meritano in termini economici; ci sono aziende che aspettano di avere i propri soldi addirittura dal 2015 e tutto questo perché lo Stato italiano è bravissimo nell’esigere il pagamento delle tasse in tempi veloci però è un cattivo pagatore ed io non posso far sì che il mio ministero sia il re dei cattivi pagatori!».

Quando alla legge contro il caporalato «se esiste una norma quella va rispettata» ha dichiarato Centinaio. «In provincia di Foggia – ha continuato – su 33 mila aziende agricole solo 4 mila hanno aderito al registro delle imprese contro il caporalato; a questo punto c’è qualcosa che non va o nella legge o nella testa degli agricoltori… avere degli schiavi forse serve a qualcuno ma non serve al sistema Italia: all’estero c’è chi fa delle pubblicità progresso invitando a non comprare pomodori italiani perché  raccolti da schiavi e questo fa male non solo ai pomodori italiani, quanto agli italiani stessi ed io farò di tutto perché in agricoltura non esista più il caporalato».

Il Ministro ha poi continuato il suo intervento parlando di UE, dazi e della necessità di tracciare ed etichettare i prodotti che arrivano sulle nostre tavole. Il Presidente regionale di Confagricoltura Alberto Statti ha consegnato a Centinaio un documento che riassume le principali problematiche dell’agricoltura calabrese: gli accordi con i Paesi Terzi (Marocco e Tunisia), il malfunzionamento Agea – Sian, la ristrutturazione finanziaria delle imprese agricole che può avvenire solo attraverso agevolazioni nell’accesso al credito, il caporalato e la realizzazione di moduli abitativi per i lavoratori migranti, il problema degli ungulati.

«Quella di oggi del Ministro Centinaio è stata una visita importante, che dimostra attenzione verso una regione significativa dal punto di vista agricolo come la Calabria».

È il commento del Presidente di Confagricoltura Catanzaro Walter Placida, per il quale: «Il Ministro si è dimostrato sensibile alle problematiche esposte dai nostri dirigenti nazionali e regionali, in particolar modo riguardo la questione del caporalato: si tratta di una legge che va rivista, perché è giusto contrastare questo fenomeno ma non si può demonizzare l’intero settore agricolo. Significativo il sostegno promesso all’Igp Olio di Calabria per la promozione della nostra terra e l’interessamento all’ormai annosa preoccupazione per i cinghiali che stanno devastando intere piantagioni e diventando un pericolo per i cittadini.

Centinaio ha espresso la volontà di affrontare anche tematiche legale al Ceta o a fenomeni internazionali come quelli dei dazi, per cui ritengo necessario continuare a stimolare questa partecipazione, affinché l’agricoltura calabrese viva quel momento di rinascita e crescita che fin ad oggi è stato raggiunto con enormi sacrifici da parte degli imprenditori e che troppo spesso ha visto la completa assenza di istituzioni e politica». 

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