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“IL LINGUAGGIO DELLA VIOLENZA”, AMARONI ALZA IL MURO A DIFESA DELLE DONNE


Concluse le manifestazioni della Giornata Internazionale a tutela del gentil sesso

di Franco POLITO

AMARONI (CZ) –  2 DICEMBRE 2019 –  La violenza contro le donne vista da un’angolatura particolare ma ugualmente in grado di stigmatizzarne l’ abominio.

Da qualunque punto di vista la si guardi la conclusione è unanime: “fare del male” a una donna è uno dei misfatti peggiori.

Per la società. Per la legge. Per la chiesa.

Amaroni conclude le manifestazioni della Giornata Internazionale contro la Violenza sulle donne con un tavolo di confronto sul tema “Il linguaggio della Violenza –  Un segnale d’allarme per la società del III millennio”.

Il 29 novembre la Sala Consiliare comunale diventa luogo di discussione e di riflessione su un tema, purtroppo, di grande attualità. 

L’organizzazione della manifestazione è stata curata dal consigliere comunale con delega alle Pari Opportunità Cathia Olivadese che si è assicurata la presenza di relatori capaci di catturare l’attenzione del numeroso pubblico presente, tra cui molti uomini,  con interventi concreti e  qualificati, aprendo spesso forme di contraddittorio con i partecipanti al convegno.

Prima dell’inizio dei lavori le signore  di “Intrecci”, il progetto per le pari opportunità avviato dal consigliere Olivadese nell’ambito della omonima delega, distribuiscono le spille rosse di loro fattura a tutti gli intervenuti.

Dopo i saluti del sindaco, Luigi Ruggiero, e l’introduzione del consigliere Cathia Olivadese, il primo intervento è quello di Pippo Capellupo, presidente UNPLI Calabria, che racconta un progetto/esperienza presso una casa di accoglienza di vittime di violenza in Toscana.

 Il tema entra nel vivo con Susy Cardamone, psicologa, responsabile del Centro Anti violenza Mondo Rosa di Catanzaro. Prima di dialogare in un approccio diretto con la platea, ponendo degli interrogativi per tastare il livello di consapevolezza sulle reali dinamiche della violenza di genere, Susy lancia un video che indica nella disuguaglianza tra uomini e donne la genesi di tutto.

A corredo del suo intervento, nel quale si sfatano miti e convinzioni,  la testimonianza di una vittima, raccolta presso il Centro Antiviolenza.

Maria Francesca Corapi è assistente sociale presso la struttura di Catanzaro; è lei che,  coadiuvata da alcune slide, spiega i servizi offerti alle donne vittime di violenza da  Mondo rosa, in particolare dalla Casa Rifugio, e comunica i dati di una statistica  in crescendo che fa  paura.

Tocca a don Antonio Scicchitano, parroco di Amaroni e vice presidente del Centro Calabrese di Solidarietà: “le parole pesano”, l’incipit a cui don Antonio affida le sue riflessioni su  linguaggio violento e cyberbullismo.

E’ la volta di Francesco Rao, sociologo, libero professionista che affronta il tema della violenza del linguaggio dei social media, ma va oltre.

Con tono pacato e fermo, intervallando il richiamo a Sant’Agostino, Dante, Manzoni, ammonisce i genitori dalla convinzione  di conoscere bene i propri figli e ribadisce l’importante ruolo degli insegnanti, che devono poter assolvere con serenità alla loro funzione.

Le conclusioni sono affidate all’on. Arturo Bova, presidente della Commissione regionale contro la ‘ndrangheta, la corruzione e l’illegalità diffusa.

Insiste sulla necessità di una maggiore attenzione delle istituzioni verso le Politiche Sociali. Rimarca l’impegno di quanti operano nelle strutture di accoglienza, con enormi difficoltà, visti anche gli allarmanti dati sulla crescita degli episodi di violenza in danno delle donne.

A moderare il confronto il vice sindaco Teresa Lagrotteria. 

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