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IL CRATI ESONDA ANCORA E PROVOCA DANNI ALL’AGRICOLTURA, MOLINARO: «DI CHI LE RESPONSABILITÀ?»


Pietro Molinaro

Il consigliere regionale della Lega: “Una volta individuate occorre procedere a rimuovere coloro che non hanno saputo gestire e programmare gli interventi risolutivi” 

di REDAZIONE 

PRESERRE (CS) –  26 GENNAIO 2021 –  In queste ultime ore, si è verificata l’ennesima rottura degli argini del Fiume Crati nell’area del comune di  Rossano – Corigliano, con la conseguente esondazione che ha messo in pericolo le persone,  isolato le frazioni e le attività zootecniche e allagato gli agrumeti. I segnali di allerta massima c’erano stati.

Questo –commenta il consigliere regionale Pietro Molinaro – è un  ulteriore evento, non può essere più considerato imprevedibile o rubricato come calamità naturale. L’annosa problematica, è ben conosciuta dagli Uffici regionali preposti che hanno competenze sui fiumi.

La Sibaritide, è area di grande importanza per l’agricoltura, il turismo, le vestigia storiche -archeologiche che, già nel 2013, a causa dell’alluvione, sempre per le medesime cause,  vide sommerso il Parco Archeologico.

Da allora, promesse di intervento, piani, finanziamenti ma di fatto si è fatto poco o niente ma di fatto si è fatto poco  o niente per il consolidamento delle sponde e la pulizia dell’alveo.

Da Novembre 2018  – continua l’esponente politico – siamo al terzo episodio di allagamento con danni notevoli agli Agricoltori e Allevatori e Cittadini.

Se consideriamo i tanti soldi pubblici spesi con i famosi “pronto interventi”  possiamo dire che abbiamo speso molto di più e senza aver risolto alla radice il problema. Una vera follia che non fa rima con la cultura della prevenzione!!

A questo, si aggiunge che gli agricoltori non hanno avuto liquidati i danni subiti dal 2018, nonostante ci siano, anche in questo caso, le risorse disponibili.

Esempi concreti che dimostrano una incapacità gestionale dei Dirigenti Regionali responsabili degli interventi di messa in sicurezza del Fiume Crati che, hanno avuto e hanno, le risorse disponibili.

Ritengo indispensabile una volta individuate le  responsabilità che hanno causato i  ritardi, che occorre procedere a rimuovere coloro che non hanno saputo gestire e programmare gli interventi risolutivi per mettere in sicurezza il territorio e a risarcire chi ci vive e lavora.

Queste – conclude – sono azioni importanti perché innescano cambiamento e danno fiducia ai cittadini.

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