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IL CALORE DI UNA CAREZZA


Accettiamo le nostre madri, che possono essere anche imperfette perché umane, abbracciamole, coccoliamole, viviamole standole accanto, perché senza il loro amore il freddo che potremo sentire sarà più gelido di un lungo inverno

di Rossella NASSO

PRESERRE (CZ) –  10 MAGGIO 2020 –  Fra le varie ricorrenze che troviamo nel nostro calendario una è riservato alla festa della mamma, festa in suo onore per onorarne la maternità, la figura di madre, l’influenza sociale che essa ricopre.

La si festeggia la seconda domenica del mese Mariano, per dare l’opportunità a tutte le donne lavoratrici di trascorrere la giornata insiemeai figli. In ogni famiglia c’è una madre, difatti ogni essere vivente deve la sua vita ad una donna che ne ha generato l’esistenza. La gioia, come la sua sofferenza per un figlio, è unica e ineguagliabile.

Essere madre, non significa solo mettere al mondo un figlio, ma rappresenta una scelta di vita, scelta di donare la vita generando una parte di sé che accoglierà, accudirà e accompagnerà fin quando la vita stessa gliene darà l’opportunità.

Viverla è la fortuna più grande di un valore inestimabile; attraverso essa si viene alla luce e si cammina per il mondo attraverso i suoi amorevoli insegnamenti. Essere dei buoni figli è il modo per onorare la figura materna.

Ci sono donne che non hanno la fortuna di generare un figlio, ma se anche il loro ventre rimane nudo di vita, l’amore donato ad un qualsiasi figlio rimasto orfano di madre è la loro forza per eccellenza.

Non si può essere madri di figli non propri, se non si è dediti all’accoglienza, e l’accoglienza è sinonimo di amore e carità cristiana.

Ci sono poi quelle madri che generano un figlio con mille aspettative e alla loro nascita ne scoprono delle disabilità.

Anche qui il protagonista è sempre l’amore di una madre, che tutto può combattere e superare, accettando perfino la malattia di un figlio come un dono, dono per continuare ad osservare la vita con occhi nuovi.

Dunque chi di noi può sostituirne l’amore e la figura? Nessuno. E anche quando un figlio è lontano perché non ne ha compreso il grande valore, la coscienza lo disturberà facendogli sentire sempre quel vuoto che da nulla potrà essere colmato.

Dunque accettiamo le nostre madri, che possono essere anche imperfette perché umane, abbracciamole, coccoliamole, viviamole standole accanto, perché senza il loro amore il freddo che potremo sentire sarà più gelido di un lungo inverno.

Non desideriamo di viverla, ma viviamola perché la sua mano nella nostra vita è maestra e se la lasciassimo perché indifferente a tanto amore non la ritroveremo, con gli anni la cercheremo avendo ancora bisogno del tocco di una sua carezza.

Non diventiamo orfani dell’amore di una madre, ma esaltiamolo elogiandolo e celebrandolo ogni giorno, perché un valore senza eguali. Non pentiamoci delle nostre mancanze magari osservando il cielo cercando la nostra stella più bella, perché se abbassiamo lo sguardo e spalanchiamo il nostro cuore, ci accorgeremo che la nostra stella illumina anche di giorno i nostri passi, rendendo ricca la nostra anima dell’amore che ci ha donato, la vita. 

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