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IDONEI CONCORSI SANITÀ IN PIAZZA, CHIEDONO LO SCORRIMENTO DELLA GRADUATORIA


Manifestazione di protesta S. I. Cobas giovedì prossimo davanti alla Prefettura di Catanzaro

di Franco POLITO

CATANZARO –  10 FEBBRAIO 2020 – Una iniziativa per il lavoro e rivendicare quello che gli spetta: fare ciò per cui hanno studiato.

E’ attesa  a partire dalle ore 9: 30 di giovedì prossimo, davanti alla Prefettura di Catanzaro, la protesta di infermieri, Oss ed altri operatori sanitari messa in piedi da S. I. Cobas.

Chiederanno lo scorrimento delle graduatorie vigenti e, fino a loro completo esaurimento, in via prioritaria sulla stabilizzazione dei precari. E vogliono che l’impegno in tal senso sia formulato per iscritto.

«Siamo gli idonei ai concorsi nella sanità pubblica calabrese – si legge in una nota -. Abbiamo superato: esami, valutazioni di merito, verifiche teoriche e pratiche.

Per noi doveva essere la strada maestra per accedere ad attività  con alti contenuti professionali. Tanto impegno e tante aspettative sono state disattese e tradite. Idonei a tutto ma non a svolgere  le attività per cui ci siamo preparati».

Parlano della Costituzione italiana (Articolo 97). La norma conosce un solo percorso per l’accesso nella Pubblica Amministrazione: l’iter concorsuale.

«Contro questo principio che stabiliva la regola generale  –  aggiungono –   si sono attuate deroghe motivate da emergenze, eccezioni e necessità di fatto. Questo anche lo scopo della Legge Madia (decreto legislativo n° 75 del 2017, poi trasformato in Legge) anche se, almeno formalmente, ribadiva quanto prescritto dall’Art. 97 della Costituzione.

Di fatto nella applicazione della classe politica però – emergenze, eccezioni e necessità –  sono state l’unica vera regola. Una prassi gestionale utile a sostanziare il blocco del turnover durato 10 anni e giustificare contratti alternativi a quelli a Tempo Indeterminato».

Gli organizzatori della manifestazione ricordano che «dopo lo sblocco del turnover il ripristino della legalità e cioè l’immissione in ruolo a seguito dei concorsi si è attuato solo poche volte.

 Non è stato solo un vulnus rispetto ad un principio dettato dalla Costituzione ma anche un danno materiale per chi si è attenuto alle regole della legalità ed inoltre ha prodotto un allargamento dell’area della precarietà che soltanto a parole si sarebbe voluto contrastare. 

Noi siamo gli idonei, giovani e meno giovani, padri, madri, figli e anche nonni, ai quali, in questo preciso momento, vengono calpestati dignità e competenze».

E avvertono: «non vogliamo essere parte di una guerra tra poveri perché precari e sfruttati siamo tutti: chi lavora con contratti precari e chi non lavora ancora. 

Oggi, non esistono più scuse, chiediamo che venga esercitato quello che è un nostro diritto, un diritto che in questi giorni viene di nuovo cancellato dalla proroga della Legge Madia ad opera del Ministro Speranza.

Per queste ragioni noi, insieme a tanti altri, abbiamo deciso di scendere in piazza, abbiamo deciso di rivendicare i nostri diritti, abbiamo deciso di prenderci ciò che ci siamo meritati!»

«Chi ha prodotto questa situazione  – concludono –  deve trovare le soluzioni adeguate ma non sulla pelle delle lavoratrici e dei lavoratori».   

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