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I SOCIALISTI NON CI STANNO: «GIÙ LE MANI DA CRAXI»


“Giusto dedicargli una piazza”

di REDAZIONE 

PRESERRE (CZ) –  11 OTTOBRE 2019 – “Ogni volta che si tenta di inserire Craxi tra gli italiani memorabili, di quelli che meritano il nome sulla targa di una via, statisti da toponomastica insomma, si torna agli scontri di piazza, tra Guelfi e Ghibellini”.

Così il consigliere comunale di Catanzaro, Roberto Guerriero, commenta la decisione dell’amministrazione comunale di San Magno d’Aquino di dedicare una piazza del Paese a Bettino Craxi. Contro questa decisione ieri si è espressa, definendola “un’offesa agli italiani onesti” e preannunciando un’interrogazione parlamentare, la senatrice del M5S, Bianca Laura Granato, alla quale ora replica Guerriero.

“Se la toponomastica – sostiene il consigliere comunale di Catanzaro – può essere considerata come uno specchio della memoria civica, possiamo negare che Bettino Craxi fa parte della nostra storia e fu uno statista che lasciò il segno nella storia del riformismo? Le polemiche frenano gli entusiasmi.

Il 19 gennaio 2010 – ricorda Guerriero – arriva la commemorazione di Giorgio Napolitano che dice: su Craxi è giunta l’ora di un giudizio non acritico ma sereno Nella vicenda di Craxi ci sono luci e ombre ma lasciò un’impronta incancellabile.

Quello di Napolitano è passaggio importante perché non parla solo da presidente della Repubblica ma anche da ex dirigente comunista, tirato in ballo da Craxi durante il processo Enimont sulla questione dei finanziamenti occulti al Pci da parte del regime sovietico”.

Guerriero poi osserva: “Vogliamo negare che Bettino Craxi sia stato un personaggio importante, anche se controverso, della storia d’Italia? Craxi era una socialista, non era il socialismo che troppo spesso, e anche in questo caso, si continua a confondere con il craxismo.

Il socialismo è una ideologia, un movimento politico che si fonda su valori come la democrazia e l’uguaglianza. Craxi, volente o nolente, è stato – sostiene il consigliere comunale di Catanzaro – una delle massime espressione del partito che rappresenta questa fede ideologica in cui si riconoscono milioni di persone in tutto il mondo.

Quindi un fatto storico o un personaggio di rilievo, come è stato Craxi, non possono essere valutati sulla base della vulgata politica del momento che legge in maniera retroattiva il passato in funzione di una tattica: la storia non si può conoscere e la memoria non si può preservare – conclude Guerriero – avendo come fine il consenso elettorale”.

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