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I “SEPOLCRI” A SQUILLACE E VALLEFIORITA (VIDEO)


Nel video, in sequenza,  gli “Altari della Reposizione” nelle chiese di San Giorgio Martire, San Pietro Apostolo, Sam Matteo, Basilica (Squillace)  e  San Sergio e Soci (Vallefiorita)

Articolo e Video di Franco POLITO

PRESERRE (CZ) – 30 MARZO 2018 – L’Altare della Reposizione, popolarmente e impropriamente detto Sepolcro, è il luogo in cui viene riposta e conservata l’Eucarestia dal termine della Messa in Coena Domini del Giovedì Santo fino alla celebrazione della Passione del Signore di oggi, Venerdì Santo.

È tradizione che nelle chiese gli altari della reposizione siano addobbati in modo solenne, con composizioni floreali o altri simboli in omaggio all’Eucarestia e per invitare i fedeli all’adorazione.

Nella tradizione e nel linguaggio popolare gli altari della reposizione vengono comunemente chiamati “Sepolcri”: soprattutto nei centri dell’Italia meridionale, dove con il termine “andare a fare i sepolcri” si intende proprio il visitare, a partire dal pomeriggio del giovedì, il sepolcro di Cristo addobbato.

L’usanza, non certificata dalla dottrina, è che ogni fedele visiti da cinque (quante sono le piaghe di Cristo) a sette (quanti sono i dolori della Madonna) di questi allestimenti in varie chiese vicine, compiendo il cosiddetto giro “delle sette chiese” o “sepolcri”.

Tale terminologia è impropria, perché in essi viene riposta l’Eucaristia, ossia le ostie precedentemente consacrate, che la Chiesa Cattolica crede essere il segno sacramentale di Gesù Cristo vivo e risorto. L’altare della reposizione non è dunque un sepolcro che simboleggia la morte di Gesù, ma un luogo in cui adorare l’Eucaristia.

 

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