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I “FURBETTI” DEL REDDITO DI CITTADINANZA, 22 PERSONE DENUNCIATE NEL CATANZARESE


Deferite altre 34 persone per avere incassato indebitamente il “bonus alimentare”

di REDAZIONE 

PRESERRE (CZ) – 21 APRILE 2021 –  I Carabinieri della Compagnia di Catanzaro, in particolare delle Stazioni di Catanzaro Principale, Catanzaro Lido, Catanzaro Bellamena, Gimigliano, Tiriolo, Squillace e Pentone, hanno deferito in stato di libertà 22 persone che avevano chiesto e ottenuto, tramite l’INPS, la percezione del reddito di cittadinanza (RdC) in assenza dei requisiti previsti dalla legge.

Gli accertamenti effettuati dai Carabinieri hanno consentito di verificare che i soggetti segnalati alla Procura della Repubblica hanno dichiarato informazioni non corrispondenti al vero, inducendo in errore l’INPS al fine di ottenere un ingiusto profitto.

Le informazioni fornite non correttamente vanno dalla falsa attestazione sulla residenza, all’omessa o falsa indicazione di altri redditi percepiti e all’omessa comunicazione di precedenti penali ostativi. Il danno complessivo all’erario sarebbe di oltre 80.000 euro.

I Carabinieri della Stazione di Gimigliano hanno invece deferito in stato di libertà 34 persone per l’indebita percezione del “bonus alimentare” distribuito dal Comune e previsto dal governo in favore delle famiglie bisognose per l’emergenza pandemica da Covid-19.

Gli accertamenti effettuati dai militari della Stazione di Gimigliano hanno consentito di verificare che gli indagati aderenti al bando comunale avevano dichiarato informazioni non corrispondenti al vero, sostenendo in generale di trovarsi in condizioni di difficoltà economica e di indigenza, nel tentativo di indurre in errore l’amministrazione comunale e ottenere così un ingiusto profitto.

Le informazioni fornite non correttamente vanno dalla falsa attestazione sulla residenza e sul numero dei componenti il nucleo familiare, all’omessa o falsa indicazione di ricevere, nello stesso periodo, altri sussidi sociali. Il danno complessivo è pari ad oltre 11.300 euro.

Per le condotte contestate è prevista anche una sanzione amministrativa pari al triplo del beneficio illecitamente conseguito.

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