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“HISTORIA MAGISTRA VITAE”, CARUSO: «CARO PROF. GOZZINI, SI DIMETTA»


Riceviamo e pubblichiamo:

CATANZARO –  22 FEBBRAIO 2021 –   “Historia magistra vitae”.

Deve aver insegnato veramente poco la storia al Prof. Gozzini, dell’Università di Siena, il quale, in una intervista radiofonica, si è lasciato andare ad epiteti, nei confronti dell’On.le Giorgia Meloni, non certamente degni di chi siede in cattedra, ma del peggiore scaricatore di porto e aggiungo, maleducato, perché non amo fare generalizzazioni neanche per chi onestamente fa questo lavoro in silenzio e, nella maggior parte dei casi, nell’indifferenza dei più.

 E non desidero neanche parlare di “decadimento” della categoria degli insegnanti, anzi, nuovi eroi che cercano, in scenari apocalittici come quelli odierni, di trasferire qualcosa agli studenti, in una quotidianità che non ci appartiene più.

Voglio soltanto rimarcare l’atteggiamento di chi, come il Prof. Gozzini, usa gli strumenti mediatici per virulenti sfoghi da “leoni da tastiera”, che nulla hanno a che vedere con un confronto corretto e democratico ed una dialettica politica che può essere certamente improntata a toni accesi, ma che non dovrebbe mai scadere nella maleducazione.

Perché di questo si tratta: della buona educazione, del saper stare al mondo, soprattutto quando si ha l’opportunità ed il privilegio di parlare davanti ad un microfono. Già: la buona educazione.

Quella che ci hanno insegnato le nostre famiglie, quella che andrà sempre a distinguere ed a classificare una persona. Nonostante sia il tempo delle parolacce condite in ogni discorso, sia il tempo di artisti, o presunti tali, che cantano i propri pezzi davanti al cadavere di un poliziotto che pende a testa in giù, o che esaltano la ndrangheta come cosa buona e giusta.

Nonostante siano tempi di caccia alle streghe e di falsi moralisti, di politica improvvisata e di poca, ma veramente poca cultura. La buona educazione continua a rimanere, come diceva qualcuno, una camicia bianca che non passerà mai di moda. Caro Prof.Gozzini, la sua testa, lei dice, è in mano al Rettore?

Troppo facile scusarsi, soprattutto quando si era consapevoli fin dall’inizio delle castronerie che si dicevano. Un consiglio? Si dimetta lei dal suo ruolo di educatore, faccia a tutti questa grande cortesia.

Ma la faccia soprattutto ai suoi ragazzi i quali, evidentemente, non hanno veramente nulla da imparare da lei. Se la storia, come affermava Riccardo Orestano, è una riflessione sulla riflessione, lei non ha veramente capito nulla in tutta la sua vita.

Lasci l’ordigno sintattico in mano ad altri: nelle sue, è già esploso facendo parecchi danni”.

Avv. Manlio Caruso Presidente Fondazione Astrea

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