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GUARDAVALLE (CZ) – L’istituto comprensivo “Aldo Moro” torna a “ fare comunità”


 

L'istituto comprensivo "Aldo Moro"

L’istituto comprensivo “Aldo Moro”

Durante l’anno scolastico l’istituto ha coinvolto amministrazione comunale, genitori, enti, associazioni e maestranze per costruire una scuola migliore. Pubblicata anche una brochure esplicativa di tutte le attività svolte e delle donazioni ricevute

Fonte: articolo di Gianni Romano (Il Quotidiano della Calabria)

GUARDAVALLE (CZ) – 29 GIUGNO 2014 – A conclusione di un anno scolastico intenso e impegnativo che ha visto l’Istituto Comprensivo “Aldo Moro” di Guardavalle protagonista di varie iniziative culturali di successo, svolte in collaborazione con l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giuseppe Ussia, il dirigente scolastico, professoressa Susanna Mustari, ha voluto ringraziare espressamente i docenti, i genitori degli alunni e quanti hanno condiviso con la comunità scolastica l’impegno fattivo a collaborare per la costruzione di una scuola migliore, nell’ottica di una partecipazione vissuta e agita.

In particolare il dirigente, con la pubblicazione di una brochure, ha raccolto e reso noto alla collettività i nominativi di tutti coloro che, con le loro donazioni semplici ma significative, hanno dimostrato coscienza civica e sensibilità, nella consapevolezza che questi graditissimi gesti di vicinanza e partecipazione concreta alla vita della comunità scolastica tracceranno l’inizio di una collaborazione sempre crescente.

La campagna di sensibilizzazione ha consentito anche la costituzione – per la prima volta a Guardavalle – di un Comitato dei Genitori che, in collaborazione con il Consiglio d’Istituto, non solo si è fatto portavoce delle richieste di docenti e alunni presso enti locali e associazioni di volontariato presenti sul territorio, ma ha anche operato in prima linea mettendo a fattor comune competenze e maestranze locali nell’interesse della scuola e dei suoi allievi.

<<L’iniziativa – come sottolinea il dirigente professoressa Susanna Mustari – è stata accolta e promossa con entusiasmo, perché se si vuole che l’istituzione scolastica sia percepita come “soggetto collettivo” che riflette su se stesso con la capacità di dispiegare azioni sistematiche non solo di individuazione di problemi ma anche di costruzione di regole, valori e comportamenti condivisi, è necessario “tornare a fare comunità”. Solo così la corresponsabilità educativa della scuola e delle famiglie si potrà tradurre nel tempo in scelte collettive e relazioni interistituzionali sane e socialmente costruttive>>.

 

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