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GIRIFALCO (CZ) – STRANA FRANATA, LE CONSIDERAZIONI DI “CITTADINI LIBERI E ATTIVI”


“Non è certo colpa dell’Asp. Un disastro causato da problemi già a monte. E che si sarebbe potuto evitare”

di REDAZIONE

GIRIFALCO (CZ) – 31 GENNAIO 2017 – «Le problematiche della strada franata e dell’area intera cui intorno si stanno effettuando i  lavori per la costruzione delle Rems rende ancora più critica la situazione di questo immobile, ma ancor più del liceo e di conseguenza, a ruota, di tutto il nostro paese».

Lo afferma in una nota il gruppo consiliare ‘Cittadini liberi e attivi’.

«Di fronte a questo disastro – si legge ancora – non staremo a guardare e ci attiveremo con le nostre forze per dare una mano alla collettività colpita di cui siamo pure espressione. Tuttavia, non possiamo ergerci a paladini di un sistema che purtroppo, ahinoi, è proprio il caso di dire fa “acqua da tutte le parti».

I componenti del gruppo consiliare precisano, da parte loro, «di non voler attribuire alcuna colpa ai vertici dell’Asp di Catanzaro e all’architetto Carlo Nisticò, da sempre vicino ai problemi della Pschiatria girifalcese, prodigo nel portare avanti la struttura su cui avrebbero dovuto nascere le Rems, poiché in quest’area l’azienda è intervenuta – va ricordato  – soltanto  pochi mesi fa e che nulla avrebbero potuto prevedere di un territorio che evidentemente presentava caratteri d’instabilità già molto tempo prima che i lavori iniziassero».

«Probabilmente – insistono e precisano – se la conclusione a cui si è giunti sarebbe stata quella che vediamo sotto i nostri occhi adesso, nessuno dall’Asp e nè l’architetto Nisticò  si sarebbero mai e poi mai mossi nel fare tutti i passaggi che poi effettivamente sono stati fatti, peraltro in totale buona fede. Dunque, i problemi come si direbbe in questi casi stanno a monte, ritenendo, come qualcuno ha anche detto molti decenni addietro, che le disgrazie non arrivano mai da sole’.

Ecco dunque che secondo il gruppo consiliare «gli attacchi gratuiti a una o l’altra delle istituzioni oltre a “non portare acqua al nostro mulino” non fanno altro che aggravare una situazione oggi divenuta insostenibile ed ancor più precaria».

«Ogni tanto – conclude la nota –  varrebbe pure la pena che ci si interrogasse su quanto accaduto. E se una qualche risposta la si fosse data qualche tempo fa, probabilmente questo disastro avrebbe potuto essere evitato».

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