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GIRIFALCO (CZ) – NON SI ARRESTA L’ACCANIMENTO CONTRO DOMENICO GIAMPÀ


Ex titolare della Beton Falco:  “cosa vogliono ancora da me?”. Dopo due attentati a colpi di lupara e di pistola e l’incendio di 50 camion ora hanno gli hanno rubato quel che restava dell’azienda

Articolo e foto di Gianni ROMANO (Il Quotidiano del Sud)

GIRIFALCO (CZ) – 4 FEBBRAIO 2017 –  “Basta, cosa vogliono ancora da me”? mi hanno già levato tutto!”

E’ l’accorato grido di dolore dell’ex imprenditore del settore inerti, Domenico Giampà ex titolare dell’impresa “Beton Falco” con sede in contrada “Stringilovo” di Girifalco nel catanzarese: ignoti nella notte tra mercoledì e giovedì si sono introdotti nella sua azienda chiusa da anni, portando via tutto il possibile, macchinari, computer, telecamere e sistemi di videoregistrazione, tutti gli utensili della sua officina presente per lo svolgimento dell’epoca della sua attività che ha dovuto suo malgrado, chiudere forzatamente. Sul posto per raccogliere la denuncia di furto e per le consuete indagini di rito i carabinieri della compagnia di Girifalco.

Difatti nel corso di anni Domenico Giampà,”Mastru Micu”, è stato “oggetto” di due attentati, il primo davanti al suo cantiere, quando ignoti appostati dietro una curva, sulla strada provinciale Cortale-Caraffa in contrada Carrube, hanno esploso al suo indirizzo diversi colpi di fucile calibro dodici, era il 13 agosto del 2005, sanguinante ma lucido, riuscì ad allontanarsi in fretta mettendosi in salvo.

Ancora nel 2010,  a S.Maria di Catanzaro nei pressi del suo cantiere per la costruzione di un campo di calcetto, era stato oggetto di numerosi colpi di pistola andati a segno, almeno tre, sanguinante era stato immediatamente soccorso, i sicari giunti sul posto e allontanati a bordo di una grossa moto, Giampà venne soccorso e trasferito al presidio ospedaliero  Pugliese-Ciaccio.

Agguati nel classico stile mafioso, senza avvertimenti se non  con colpi sparati per uccidere, ma contro Domenico Giampà e la sua ditta impegnata nella produzione e vendita di inerti era stata fatta una continua vessazione, con una lunga serie di attentati incendiari e  che avevano nel corso degli anni distrutto completamente almeno cinquanta di  grossi camion, una flotta aziendale imponente, tra cui pompe per il calcestruzzo, mezzi di movimento terra, camion e macchinari per la frantumazione di pietre e per il calcestruzzo.

Ma anche gli uffici e l’amministrazione, e molti altri per danni superiori a milioni di euro, una cosa continuata nel tempo con attentati continui e sempre più sprezzanti, cosa questa che aveva necessariamente portato Domenico Giampà a decidere, suo malgrado alla chiusura, licenziando tutti i suoi dipendenti, decine e decine di operai specializzati che per Giampà erano come una famiglia, ma i presupposti per continuare non erano certo più presenti, attentati, colpi di fucile e di pistola e ora un furto che ha di nuovo interessato una azienda chiusa, che è anche sotto curatela del tribunale. Ù

Ora il nuovo grido di aiuto di Domenico Giampà, ex imprenditore costretto alla chiusura da attentati continui e incendi di vaste proporzioni, queste cose avrebbero fiaccato chiunque Domenico Giampà per questo aveva smesso di lavorare, dove la parola”lavoro” è merce rara in una terra bella e difficile come la Calabria.

Appetiti criminali sulla ditta? Appalti e prevaricazione su una impresa leader nel suo campo, una ditta la “Beton Falco” con lavori in tutta la regione, ma ora da anni davanti al cancello di località “Stringilovo” solo un lucchetto che chiude il grande cancello, un sogno spezzato, da persone al momento rimaste ignote che hanno fatto chiudere questo sogno fatto di speranza e di tanti sacrifici.

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