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“GIARDINI SEGRETI”, I PARTICOLARI DELL’OPERAZIONE


Gratteri: “Messe alla prova dichiarazioni Mancuso, soddisfatti sua credibilità”

di REDAZIONE

PRESERRE (CZ) –  22 LUGLIO 2018 –  «Quella di oggi (IERI, NDR) è la prima messa in prova delle dichiarazioni rilasciate da Emanuele Mancuso, siamo soddisfatti della sua credibilità».

Lo ha detto il procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, nel corso della conferenza stampa che si è svolta nei locali della Questura di Vibo, durante la quale sono stati illustrati i dettagli dell’operazione “Giardini segreti”.

«Mi ritrovo a lavorare con il questore Grassi – ha aggiunto Gratteri – con cui in passato abbiamo fatto indagini importanti su narcotraffico Italia-Usa. Quella di oggi è un’indagine particolare, perché con la collega Frustaci, gli agenti della Squadra Mobile di Vibo hanno fatto una ricostruzione storica delle piantagioni nel Vibonese e hanno capito che c’era la stessa mano e le stesse tecniche di coltivazione. Seguendo queste tracce, si va più in profondità e si capisce l’origine degli strumenti usati e dei semi. 

Quando era quasi definita l’indagine è arrivato il colpo di fortuna: il pentimento del rampollo dei Mancuso. Emanuele è uno specialista, io non ho mai visto uno più esperto nella tecnica di coltivazione della marijuana. Sembra un agronomo, conosce anche la coltivazione indoor. Ci ha dato un saggio delle sue conoscenze. Le sue dichiarazioni hanno consentito di chiudere il cerchio.

Tra gli arresti – ha proseguito il procuratore capo della Dda – c’è una ragazza devastata dal punto di vista cerebrale dall’uso della marijuana. È la prima volta che si riesce a oscurare un sito internet da cui si potevano comprare migliaia di semi. Inoltre, sono stati sequestrati dodici negozi che vendevano semi all’ingrosso (Mancuso, a sua volta, li rivendeva) con la copertura dei semi da collezione».

Il questore Andrea Grassi si è detto «fiero» e «contento» della presenza del procuratore Gratteri, presenza che «qualifica la bontà di questo lavoro e dà un segno di vicinanza alla polizia di Vibo. Al di là dei numeri, l’inchiesta dimostra le caratteristiche inedite di questa indagine che qualifica il lavoro portato avanti in questi mesi.

Per il capo della Squadra Mobile di Vibo, Giorgio Grasso, invece, quello del Vibonese rappresenta un «territorio difficile su cui diamo dei risultati. Abbiamo smantellato un’organizzazione di narcotraffico capeggiata da Emanuele Mancuso.

Dal sito hempatia.com, poi oscurato, Mancuso comprava i semi. Si tratta di un sito gestito da una società con sede a Genova e altre sedi secondarie in tutta Italia. Per l’operazione sono stati impiegati oltre 200 uomini della Polizia e, inoltre, sono state portate a termine perquisizioni in tutta Italia.

L’associazione gestiva tutte le fasi, dai semi alla coltivazione, passando per il taglio, l’essiccazione e la vendita. Lo smercio, invece, avveniva non solo a Vibo ma anche in altre zone d’Italia, come la provincia di Viterbo e la Puglia. Mancuso si è rivelato attendibile e questo ci ha consentito di sequestrare svariati chili di marijuana. Si è preso in toto le responsabilità. Al titolare della società è stato contestato il reato di istigazione a delinquere».

Il vice capo della Squadra Mobile, Cristian Maffongelli ha evidenziato l’«altissima professionalità nelle strutture delle coltivazioni. Il sito – che forniva non solo semi ma anche accessori per la coltivazione – non aveva alcuna capacità di controllo dell’utente e Mancuso usava generalità fittizie».

Sequestrate, infine, sei piantagioni tra Capistrano, Nicotera e Joppolo.

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