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“GENTE IN ASPROMONTE” A TEATRO, SUCCESSO PER GLI STUDENTI DEL “FERRARI” DI CHIARAVALLE CENTRALE


L’obiettivo è stato centrato in pieno: i ragazzi hanno colto pienamente il messaggio portato avanti dall’autore e hanno magistralmente rappresentato in scena la dura vita dei pastori calabresi immersi in una società semifeudale fatta di violenze e soprusi

di REDAZIONE 

CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) –  11 LUGLIO 2022 –  Un vero e proprio successo per gli allievi del Laboratorio di Teatro dell’IIS Enzo Ferrari: sabato 2 luglio, presso il Teatro Impero di Chiaravalle Centrale (CZ), i ragazzi hanno portato sulla scena una versione teatrale di Gente in Aspromonte, il celebre racconto di Corrado Alvaro.

Il testo alvariano, che ha ottenuto nel 1931 il premio “La Stampa”, è stato rivisto ed adattato da Pino e Luca Michienzi. Gente in Aspromonte ha rappresentato e continua a rappresentare la Calabria ai suoi più alti livelli, tanto da influire ancora oggi sulle vicende letterarie nazionali.

Scopo primario di questo percorso laboratoriale, diretto da Luca Michienzi e Anna Maria De Luca, coordinati dalla Tutor Prof.ssa Rossana Voci, è stato appunto quello di far conoscere meglio uno dei più grandi autori del Novecento italiano ed europeo che da San Luca, paesino aspromontano della Locride, tanto lustro ha dato all’Europa, accendendo emozioni attraverso i suoi elevati messaggi.

L’obiettivo è stato centrato in pieno: i ragazzi hanno colto pienamente il messaggio portato avanti dall’autore e hanno magistralmente rappresentato in scena la dura vita dei pastori calabresi immersi in una società semifeudale fatta di violenze e soprusi.

In un momento di grandi sconvolgimenti dei valori umani, il teatro realizzato con i giovani studenti delle scuole diventa indicatore di pace, fratellanza e rigeneratore delle menti, e trova in Corrado Alvaro un autore che esprime uno degli aspetti più positivi di questa terra.

L’esito scenico del laboratorio teatrale, voluto con forza dal Dirigente Scolastico Prof. Saverio Candelieri e diretto dalla Compagnia Teatro del Carro, diventa storia di costumi usi e tradizioni, dove letteratura e ricerca antropologica s’intersecano e si mescolano per non perdere la storia dei valori veri, dell’idioma, quella autoctona delle proprie radici. Dalla conoscenza delle grandi opere letterarie i giovani possono risalire, attraverso il teatro, alla conoscenza e alla comprensione degli autori stessi.

L’adattamento teatrale rispetta volutamente gli elementi essenziali del racconto, mantenendo il lirismo letterario delle parole alvariane, attraverso i discorsi della popolazione di San Luca. E’ attraverso queste narrazioni che viene portata avanti la tragica storia della famiglia Argirò.

E l’atto conclusivo della vicenda, con il protagonista Antonello che incendia il bosco dei Mezzatesta, padroni del paese, conferisce all’analisi della miseria e dell’abbandono del popolo del Sud il valore della protesta sociale, del bisogno di cambiare le cose presenti, la presa di coscienza dell’ingiustizia e una via d’uscita che sia indicatrice di una nuova strada da percorrere nel futuro.

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