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GDF VIBO IN FESTA PER SAN MATTEO


Celebrata messa solenne in onore del patrono del Corpo 

di REDAZIONE

VIBO VALENTIA – 24 SETTEMBRE 2020 –  In occasione della festa dell’Evangelista San Matteo, patrono del Corpo della Guardia di Finanza, presso il Duomo di San Leoluca, nel rispetto della normativa anti COVID-19,secondo il protocollo con la Conferenza Episcopale Italiana, è stata officiata, da S.E. il vescovo della Diocesi di Mileto, Nicotera e Tropea – Mons. Luigi Renzo, una Santa Messa a beneficio dei militari in servizio e congedo del Comando Provinciale di Vibo Valentia e delReparto Operativo Aeronavale alla sede.

Alla funzione religiosa, animata dal coro del Conservatorio di musica Fausto Torrefranca, hanno preso parte il Prefetto – Dott. Francesco Zito, il Procuratore della Repubblica – Dott. Camillo Falvo nonché tutte le altre personalità civili e militari che rappresentano lo Stato in provincia.

Nell’omelia il Vescovo prendendo spunto dalla radicale conversione di San Matteo ha evidenziato che la strada da seguire per recuperare la giusta dimensione dei rapporti umanie del rispetto del Creato è lasciarsi toccare continuamente dalla parola di Dio per incamminarci sull’itinerario corretto nella ricerca del bene di tutti da anteporre al nostro interesse personale.

Mons. Renzo ha poi augurato ai presenti di essere accompagnati dall’esempio e dalla protezione di San Matteo, nel ricordo di quanto riportato nel Breve Apostolico del 10 aprile 1934 con cui Papa Pio XI, nel proclamare San Matteo celeste patrono della Guardia di Finanza, ha auspicato che tutti gli appartenenti al Corpo potessero unire l’esercizio fedele del dovere verso lo Stato con la fedele sequela di Cristo.

Il Col. Prosperi, nel ringraziare il vescovo, le alte personalità civili e militari e le associazioni,intervenuti, ricordando dapprima il compianto Maresciallo Luca Pulsoni drammaticamente deceduto a inizio anno, ha paragonato la vita dei Finanzieri con quella di San Matteo, giacché indossando la divisa si cambia vita e abitudini per servire il Paese fino in fondo, il che non significa abbandonare i sentimenti di umanità ed equilibrio nell’esercizio delle proprie funzioni, soprattutto in questo particolare momento segnato dall’emergenza dell’epidemia da coronavirus, perché il mestiere del finanziere deve essere portato avanti con dignità e rispetto del prossimo operando secondo coscienza. 

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